Grazie di cuore a tutti gli inquilini di via San Filippo 20, abbiamo scattato foto meravigliose!
YO!
May 4, 2013 – 11:00 pm
JUST MARRIED!!!
Vale & Fra uniti per siempre!
Nopanic tutti cani sciolti in giro per Reggio Emilia, un successo!
May 3, 2013 – 7:10 pm
No words please.
May 2, 2013 – 11:29 pm
Buonanotte a tutti dalla galleria okkupata di via San Filippo 20 a Reggio Emilia!
May 1, 2013 – 10:11 pm
Mangiate tutte, è l’effetto FF.
April 30, 2013 – 10:50 pm
Giro al rovescio a causa di wordpress rincretinito, sorry…
la mia prof. di italiano e latino al biennio del Serpieri, non si ricordava di me…meglio cazzo!
Te lo sai come si blocca un giocatore di Burraco su Ipad che fa il cafone?
Giornata fotogienica…
April 29, 2013 – 8:35 pm
umarello
Fano Rimini in A14 in 20 minuti per non arrivare tardi alla riunione più importante dell’anno…
April 28, 2013 – 11:20 pm
Io:Quanto senti forte l’amore nei miei confronti?
Risposta: è una domanda seria?
Io:Certo!
Risposta: più di ieri
Io: EVVIVA!
Ps: è tornata la Lelly Kelly più viva che mai!
April 27, 2013 – 11:33 pm
E come ha scritto Adriano Sofri sul suo feisbuchein “ci metteremo un pò a chiudere la bocca aperta”.
ps: grazie Tiziano!!!
April 26, 2013 – 11:19 pm
Ruistida di pesce con totano e sardoncini top al bagno 56.
April 25, 2013 – 11:30 pm
Ho passato tutta la giornata all’Hotel Amicizia, sono stato da Dio.
E naturalmente è scattata l’intuizione.
Grande Cricchio, grande Gianluca.
Insuperabili le tre donne della famiglia…
April 24, 2013 – 11:46 pm
Prima le foto recuperate dalla seratona niuiorchese del 12 aprile in compagnia del buontempone Astro…
Oggi in Romagna.
E per Reggio Emilia tutto procede liscio come il mare di Riccione oggi pomeriggio.
April 23, 2013 – 11:25 pm
GIUDICARE O CRITICARE?
La differenza è sostanziale e molto sottile.
Giudica chi implicitamente impone il suo volere sull’altro. altra cosa è criticare, che è un modo di vedere la realtà attraverso una lente propria.
Quindi potrebbe essere che tu giudicassi tuo fratello.
Questo potrebbe essere stato dettato da un amore che forse non hai mai percepito come tale, ma che ti usciva con un desiderio “protettivo” nell’indicargli e anticipargli la strada, tipico dei fratelli maggiori generosi. quindi amore anche quello, ma che va fatto fluire in modo aperto e probabilmente fa sentire anche della sofferenza, mentre imponendo si anestetizza la sofferenza
baci
Agnese.
April 22, 2013 – 11:45 pm
La temperatura scende.
Ho capito cosa voleva dirmi e concordo con lei.
Grazie Mauro, sei un favoloso interprete.
April 21, 2013 – 11:42 pm
April 20, 2013 – 11:22 pm
April 19, 2013 – 11:17 pm
April 18, 2013 – 11:06 pm
Il viaggio è terminato, Terry era fuori per uno shooting quindi si è perso lo spettacolo, pez per lò.
In compenso abbiamo trovato la gallerista che ci ha opzionato il nostro progetto “Nine days in New York”.
Sono felice, siamo felici, non saremo mai più come prima.
NYLASTDAY
Come sempre si arriva all’ultimo giorno di un viaggio, ci si arriva sfiniti ma con sorriso a 150 denti. Fino ad ora e’ stato uno show continuo, con Teo che è riuscito anche in silenzio a sovrastare l’energia di Chico. Lui è l’american dad, la star, la grande mela. Da domani NY non sarà più lei senza le sue scorribande. Ci ha fatto un grandissimo regalo, forse e’ meglio dire ci siamo fatti un grandissimo regalo. Sono occasioni uniche per un viaggio così. Mai come sta volta la location era perfetta. Veniamo da una nottata lunga con poco riposo, eravamo troppo curiosi di lavorare le foto della giornata passata. Abbiamo ancora negli occhi la faccia della gente quando papi faceva la parte della mummia trafugata. Impagabile. Comunque con la sveglia per le 9,30 ultima colazione al nostro baretto con saluti di rito a chi prima ci ha osservato con diffidenza e poi ha cominciato a partecipare alle nostre giornate. Poi in marcia per la grande ultima sfida. Incontrare Terry Richardson nel suo studio. Chico e’ tirato a lucido, splendente nella sua divisa scozzese, tutto rigorosamente FAKE. Ci accompagna anche Mària, una cuoca a domicilio che ha avuto un ristorante fighissimo a ny per 20 anni e dove Terry spessissimo andava a mangiare. Sotto lo studio la luce e’ accesa, suoniamo, ma ad aprirci e’ una ragazza che ci dice che TR sta lavorando in giro. Non c’è’ stato verso, e’ stata l’unica cosa andata storta di questi 10 giorni, o forse neanche storta, forse non era il momento e basta. Manca poco ormai, e dobbiamo sbrigare gli ultimi giri, così di corsa andiamo al negozio della MOSCOTT dove TR ha fatto fare i suoi occhiali, Chico parte anche qui, entra in DIVISA e anche se dubbiosi nessuno ha il coraggio di smascherarlo, lo lasciano fare fino a quando lui per primo non si rivela. Scattiamo un po’ di foto e facciamo un video con i dipendenti, e il matto compra un paio di occhiali quasi per liberarsi finalmente del ruolo fin’ora interpretato. Subito fuori dal negozio, a fianco entriamo in una galleria che espone foto di nudi tutti fatti da una artista al momento in voga negli stati uniti, anche qui dopo aver tentennato non poco, la ragazza che la gestisce con Chico stipula un patto per settembre. Vorrebbe proiettare nella sua galleria il video del viaggio che abbiamo girato e tappezzare tutto con le foto fatte in questi giorni per vendere all’asta. Chissà mai che parta qualcosa veramente. Taxi velocissimo e giro sulla Broadway per prendere dei regali per gli amici e ritornare in casa a fare i bagagli. In un’ora pronti, e Teo stranamente sembra ,dico sembra non aver dimenticato nulla. ( il passaporto e’ in tasca stavolta) salutiamo la nostra casina, molto decadente stile new York ma strategicamente ottimamente posizionata. Un taxi ( l’ultimo ) ci aspetta già, e mangiandoci un falafel al volo comincia la corsa per Newark. Forse perché ormai siamo rassegnati alla partenza il sonno diventa pesante, ci si chiudono gli occhi ma con la coda ci divoriamo gli ultimi flash di un posto meraviglioso e che ci ha concesso e permesso di fare i matti senza mai sentirci di TROPPO. Una volta arrivati sbrighiamo i controlli e le pratiche nonostante lo stato di allerta si fanno comunque più rapidamente che da noi dove non ti fermano manco se passi con un coltello tra i denti. Si parte. Stavolta mi fa compagnia il film ”io sono leggenda” già visto ma va bene lo stesso, ci hanno diviso tutti e tre, (forse hanno avuto una soffiata….divisi siamo potenzialmente meno pericolosi), Chico e’ già tra i fumi del l’alcool e parla con una ragazza canadese che ha un pappagallo che si chiama esattamente come lui……..vorrà dire qualcosa? Papi si guarda il film di Virzi spettacolare che tanto ci ha emozionato all’andata, poi crolliamo a dormire. Non mi succede spesso di riuscirci, sono troppo curioso, mi dico sempre che di tempo poi ne avrò, mi guardo intorno curioso come un bambino, ma stavolta proprio la lotta era persa in partenza. Arrivati, aspettiamo i bagagli e poi con la navetta (dormita anche quella) in stazione. Il treno lo prendiamo solo dopo aver ringraziato Teo che parte per la sua Liguria. E’stato unico, si merita tutta la ribalta, finalmente si è’ lasciato andare per bene pensando a divertirsi e basta. Sarà sempre un periodo marchiato a fuoco dentro di noi speriamo non rimanga Unico. Con la mamma nel 2000 andammo a CUBA con papi a NEW YORK……la Santina e’ la solita rivoluzionaria della Family. Le tre ore sulla freccia bianca passano ,come tutti gli ultimi tratti, con lentezza nonostante abbia dormito anche qui in posizioni assurde, poi con la faccia segnata come una cartina geografica finalmente scendiamo nella nostra Rimini. La Lucia ci aspetta in tutto il suo splendore, ricaricata dal viaggio e dalla pausa da Chico…( credo comunque che alla fine anche un pazzo come lui ti manchi dopo tre gg). Alle 15 di oggi il pacco NIK e’ arrivato a destinazione a casa dove mi saluta il ciuffetto sorridente.Non so se il racconto-fotografico vi ha reso l’idea di quello che è stato, per noi non è stata una normale vacanza. I De Luigi hanno una storia burrascosa dietro, per una volta hanno pensato a fare impazzire tutti gli altri………
April 17, 2013 – 11:58 pm
NYDAY9
La sveglia e’ stata durissima dopo la giornata di ieri, ormai non mi svegliò manco con la colazione, il cervello mi si accende assieme al passaggio della tessera della metro nel tornello. Oggi ci aspetta il MET metropolitan museum, una delle cose che amo di più a NY.È immenso, ma oltre ad avere pezzi meravigliosi di tutti gli stili e epoche, ha degli spazi infinitamente ampi e dei tagli di luce unici davvero. È stato costruito attaccato a Central Park e dalle sue finestrone hai anche una sua visuale che in questo periodo e’ incantevole con i ciliegi in fiore. Passiamo rapidamente la fila e cominciamo il percorso mirato, visto che per la sua vastità e nostra stanchezza non si può fare per intero. La cosa fantastica e’ che oltretutto puoi scattare foto dove vuoi, anche se ovviamente senza flash, e sta cosa non può scatenare nei tre Deluigi’s la stupidera più totale. Partiamo dalla sezione greca-romana dove abbiamo cominciato a fotografare culi e bocce alle statue e insieme abbiamo fatto una foto con Hercules che dei quattro di sicuro e’ risultato il più rigido nella posa, Chico si è trombato un leone di marmo, abbiamo ridato la testa a delle statue, e abbiamo misurato misurato il pacco di un greco……poi area asiatica li Chico ha capito,che le dimensioni contano. Poi l’Egitto, che da oggi non sarà più lo stesso. Qui abbiamo dato il peggio di noi davvero, siamo partiti da Teo sarcofago in mezzo ai ballerini egizi, abbiamo proseguito con un trenino faraonico, BAND rock tra le rovine, e a quel punto non ci rimaneva che trafugare un pezzo del museo, gli italiani di solito se possono qualcosa si fottono sempre. Teo ha anche interpretato un sarcofago sacro per concludere la zona dei faraoni. Ci siamo rotolati letteralmente a terra più di una volta dal ridere, abbiamo fermato le persone per sgombrare le zone dove scattavamo, gli addetti del museo non sono mai intervenuti, partecipando divertiti da lontano, davvero la parola pirla oggi ho capito che ci calza a pennello. (Fotofotoniche ovviamente fatte da canonisti). Abbiamo attraversato altre due aree, fantastiche con riproduzioni di intere facciate di palazzi e piazze piene di statue, corridoi con decine di vetrine piene di reperti in argento, cornici, oggetti in vetro, argento e monili, dove l’effetto specchio rendeva tutto ancora più magico. Ancora ridendo per la zona delle mummie, siamo andati a pranzo, una insalatona e una zuppa, studiando un piano di attacco per domani all’ultimo appuntamento del viaggio. Sarebbe una vera perla andasse in portò anche questo……domattina lo sapremo. Di nuovo in piedi siamo saliti al secondo piano per vedere due mostre fotografiche. La prima sulla manipolazione delle foto digitali, la seconda di William Eggleston un fotografo anni 70 che Chico ama molto, c’è le siamo gustate veloci, e ci è rimasto il tempo per far un danno a un opera di Rodin, poi giù per l’ultimo grande show dell’american dad, che ormai ha trovato la sua dimensione di artista. Visto poi che ormai i soliti 10 curiosi non gli bastano più come pubblico, ci siamo messi direttamente nella Grand Hall del Metropolitan a fotografarlo chiedendo in prestito vestiti e copricapo a una ragazza orientale che ignara e’ passata di li. Vi dico solo che sono usciti gli addetti ai guardaroba per fotografarlo col cell. Momento indimenticabile!Visto la sua disponibilità abbiamo deciso di dedicargli un momento, per una delle cose a cui teneva molto. Siamo andati in taxi alla panchina di Woodie Allen, quella del film Manhattan, sotto il ponte di queensboro. La panchina e’ stata spostata di poco, e anche se la location ha una visuale unica, e’ stata adattata vicino a dei bocchettoni enormi che sparano aria di continuo e soprattutto fanno un casino infernale. Nonostante tutto stiamo li un’oretta, per farci raggiungere da Cristina Brolli e per una veloce merenda oltre alle solite foto di rito del triopirla. Io sono a sto punto azzerato, ma ormai ci siamo e su un altro taxi andiamo di la del fiume per vedere il tramonto con davanti la silouette di Manhattan. Abbiamo aspettato circa un 45 min per vedere il sole calare dietro i grattacieli fa caldo e non c’è vento, giornata splendida, davanti a noi abbiamo l’empire, e il chrysler, la luce rossa del tramonto e vicino poche persone che sono qui come noi per una immagine della big Apple. Ci sono due ragazze, tre fotografi che sparano a raffica e un padre con i suoi due bambini. Siamo stati bravi a chiudere così una giornata, Ne è valsa veramente la pena. Da li per tornare a Manhattan prendiamo la teleferica, che scorre sotto il ponte, costa come un biglietto della metropolitana e ti fa passare in mezzo alla grandezza della città sempre in movimento, sono 5 min di viaggio ma favolosi, lo consiglio a tutti. Salutiamo Cristina che scappa dai suoi bimbi e prendiamo la metropolitana, papi ormai e’ così famoso a NY che le donne si fanno in 4 per fare foto con lui, mai visto pantere così cercare di sbranarselo. Poi con un taxi cerchiamo all’East Village un ristorante Indiano, per fortuna abbiamo capito presto di aver sbagliato strada e ci siamo infilati in un piccolo ristorante messicano per una cena a base di quesadilla e birra, per lo meno abbiamo evitato di sbroccare per la fame. E’stato un giorno troppo bello per togliergli quel buon sapore di bocca. Alle 22,30 a casa stavolta anche contenti, le foto fatte oggi sono sicuramente preziose per oggi e per sempre e la curiosità e’ fortissima. Domani si parte, il tempo e’ volato. In un posto così era da aspettarselo, queste facce, questi scorci, questi odori non si dimenticano sicuro. Ci sono voluti 44 anni e mezzo per viaggiare insieme ma c’è l’abbiamo fatta, e per come e’ andata credo che anche i newyorkesi sentiranno la nostra mancanza. (Nicola De Luigi aka my Bro)