dedicato a Tony Martorelli e al suo modo di trattare le immagini

ERA MIO PADRE – IL TEMPO DELLE MELE – LA CONVERSAZIONE – HURT LOCKART – L’UOMO CHE FISSAVA LE CAPRE

Come un bacio arrivato inatteso, caldo, sconvolgente, divertente: da quel momento – tu non lo sapevi, non te lo attendevi di certo – non ti lascerà più perché ti ha infettato. Da quel momento in poi è entrato in circolo e tu non sarai più lo stesso.Come uno degli dèi che ti è venuto incontro danzante, per inebriarti e ti ha coinvolto in un rito inatteso, fatto di corpi che ridono, gioiscono, si sfiorano, che riescono a conoscersi anche se sono al buio, di donne e uomini che amano, che ti rispettano, che se ne fottono di quello che sono, che sei, da dove arrivi o dove vai ma che sono pronti a darsi con tutti loro stessi, con tutta la generosità e il loro cuore.Come un ago, che ficcato nella pelle, sottile: non te ne accorgi neppure, non ti fa neppure male ma da quel momento in poi tu hai assunto quell’anticorpo, che non ti esporrà più al pericolo del giudizio, dell’ovvietà, della stupidità di chi decide di vivere solo con la testa e non con le viscere.Come un morbo ha invaso la mia mente ed ora lei non è più la stessa e quasi non c’è più, non ha più il controllo della biga, non è più lei che decide.A decidere ora è la bellezza che, una volta che la incontri, non ti basta più e ne vuoi ancora ancora ancora, sempre di più, perché ne hai sempre sete.Ed è allora, solo allora che tu – proprio tu, con estrema lucidità – capisci che hai fatto, hai costruito, hai tagliato il tuo legno e sei riuscito a forgiare quello che ti sentivi e quello che desideravi.E l’importante è quello, solo quello: tu l’hai fatto. Hai lasciato le tue redini, hai lasciato le briglie sciolte e in una cavalcata liberatoria hai alzato le braccia verso la sfera celeste e hai respirato, finalmente con entrambe le narici.
Oramai non sei più tu.Ormai sei infetto.
Hai la possibilità – se non vorrai sottoporti ad una cura che sarebbe in fondo inutile, che ti riporterebbe nel mondo normale – di essere malato per sempre: malato di creatività, di curiosità, di gaia follia, di bontà, di non giudizio, di rispetto.
E allora rimani, stai sulla nave dei folli e continua così, continua a ballare.

Mila Le Petit Diable