22/29 ago

Sugli spazi murari dove verranno le affissioni dei prossimi defunti – al momento – nel paese svuotato, restiamo noi: i caduti sponzati!
Facce da Sponz attaccate al muro dall’infaticabile tumulatore di immagini Chico De Luigi. 
Qualcuno qui si è rigenerato, molti si sono ricreati, io mi sono consumato in una malattia per la quale già pensiamo a resuscitare nella stagione silvestre – tra la fine e l’inizio dell’anno, strettoia di spettri e di fuochi- uno Sponz R’ Viern per i martiri del Ricreo. 
ittut a eizarG
Vinicio Capossela.

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Lo Sponz per Vinicio è il paese dei balocchi.

E’ tutto vero, meglio di così non potrebbe definirlo.

E’ qualcosa che ti entra dentro, ti scuote, ti agita.

Lo Sponz ti fa volare lontano tenendoti ancorato per terra.

La comunità degli Sponzati fonda il suo credo sull’appartenenza e sulla partecipazione: calitrani e ragazzi provenienti da ogni dove lavorano instancabilmente e gratuitamente per sette giorni e sette notti.

Chi viene allo Sponz ama la musica, l’arte e la cultura.

Non ho visto risse o disagio, ho visto persone vivere insieme momenti speciali.

Quest’anno ho scelto di fare il fotoreporter.

Per sette giorni e sette notti ho deciso, insieme a due INSOSTITUIBILI volontarie e un volontario e STRAORDINARIO cameraman, di raccontare il festival attraverso i ritratti di chi ci ha lavorato e fotografie di scena dei live di tutti gli artisti che si sono esibiti, pubblico compreso.

Ho scattato migliaia di fotografie senza pensare, senza chiedere il permesso, senza aspettative.

Ho girovagato dappertutto, dormendo poco e male per sette giorni e sette notti.

Non me ne fregava niente di dormire, perchè andare a dormire significava perdere qualcosa.

Ritratti di facce serie che mi guardano dritto negli occhi.

Fotografie di scena ruvide, invasioni di campo in live per pochi intimi o per migliaia di persone.

Ho fatto come mi pareva.

Poi ho stampato il meglio su carta comune e l’ho incollato sulle case abbandonate dai calitrani dopo il devastante terremoto del 1980.

Con le fotografie ho coperto manifesti funerari e vecchie pubblicità, il paese dei balocchi che giorno dopo giorno cancella la morte.

Le fotografie si accoppiano tra loro creando storie fantastiche.

E per ultima ho incollato a una porta murata un paesaggio a colori di Calitri con le case ricostruite.

La vita dopo la morte.

Lo Sponz sarà per sempre dentro di me, chi non c’è mai stato non può capire cosa intendo.

Sono grato a tante persone: a chi mi ha compreso, a chi mi ha salvato da un ricovero certo, a chi mi ha offeso, a chi mi ha difeso, a chi mi ha fatto ridere, a chi mi ha offerto da bere.

A chi mi ha dato l’energia necessaria per tener botta per sette giorni e sette notti.

E infine sono grato a te.

A te che mi dai il permesso di documentare tutto ciò che prima immagini e poi realizzi.

A te che mi lasci entrare nel tuo mondo dico grazie.

Identità, appartenenza, comunione dei beni, partecipazione.

A presto Vinicio, a presto Sponzati.

SPONZ RULES!

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Ps: tumulatore di immagini, non mi aveva mai definito nessuno così…come ho fatto a non accorgermene prima?