“La rete è stocastica, l’informatica dovrebbe essere deterministica”       (Gianluca Z.)

LA MIA GIORNATA CONFUSA


TAKE A WALK IN CAIRO




UN VIAGGIO LUNGO UN GIORNO…E ANCHE DI PIU’

IL VULCANO CHE RUTTA MI BLOCCA IN AFRICA

MERCATO DELLA CARNE E DEL PESCE NAIROBI



06.15 am

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“Per poter mangiare liberamente la sera del Sabato Santo può essere utile un pranzo a base di frutta o verdura. La Domenica di Pasqua poi bisogna sentirsi liberi di fare sia la colazione sia il pranzo libero, ma la sera è importante mangiare pesce o formaggio light e, in alternativa, soltanto frutta. Lunedì, il giorno della scampagnata con gli amici pranzo libero ma un po’ di ristrettezza a cena: un passato di verdure ha una funzione drenante, dà un senso di sazietà e ha poche calorie”

PIETRO ANTONIO MIGLIACCIO REPUBBLICA.IT

E’ morto in un ospedale della Georgia per polmonite a 68 anni. H. Edward Roberts, considerato da molti – innanzitutto da Bill Gates – il vero inventore del personal computer. Aveva creato a metà degli anni 70 l’Altair 8800, il primo modello di pc che, in un’epoca in cui gli elaboratori elettronici erano ancora grandi come armadi, occupava solo parte di una scrivania.Non a caso uno degli ultimi ad arrivare al suo capezzale pochi giorni fa è stato proprio Bill Gates, che è andato a trovare l’inventore in ospedale in Georgia, preoccupato dalle notizie sulla sua salute. Gates aveva sempre raccontato di essere stato ispirato da una immagine del computer Altair vista nel 1975 sulla copertina della rivista Popular Electronics e di aver creato il suo primo Microsoft Basic proprio per Roberts trasferendosi in New Mexico, dopo avere abbandonato Harvard, per lavorare per lui prima di fondare, insieme a Paul Allen, la compagnia che lo avrebbe reso miliardario.

REPUBBLICA.IT

Non è più una rarità incontrarli lungo la Takeshita Dori o per la più ampia Omotesando Dori. Sono i “ragazzi con la gonna”, giovani consci di proporre un nuovo stile che sta catturando l’attenzione generale. Giorno dopo giorno si aggiranno con maggiore sicurezza fra le strade di Harajuku, il regno dello street fashion nel cuore di Tokio. Non c’è altro posto al mondo dove quel sottile “Style Deficit Disorder” (così definito da Tiffany Godoy, autrice dell’omonimo libro) sia più intenso. Lo sanno bene i fashion designers più affermati che vengono a cercare in questo chilometro quadrato scarso idee e ispirazioni.

FABIOLA PALMIERI SEIDIMODA

Penso di poter affermare che ormai si tratta di una tendenza consolidata. Dopo la coraggiosa rivolta della signorina Keira Knightley contro le sue incarnazioni fasulle (”Quelle cose che mi mettono addosso in certi poster non sono roba mia”), dopo la scelta molto reclamizzata di alcuni grandi rotocalchi di moda di rinunciare al fotoritocco sulle proprie modelle, sta diventando decisamente chic tra dive divine e divette proclamare la propria nuova verginità iconica, ovvero esibire l’etichetta Photoshop-free e andare orgogliose della propria immagine “al naturale”. L’ultima che ho pescato è questa tale signorina Kelly Brook che racconta il suo coraggio al Mirror dopo un servizio apparso sulla rivista Ultimo, felice ed orgogliosa di non dover esibire “quelle tette gonfiate” e di non dover fingere di essere “una brasiliana alta dieci piedi” con gambe stirate dal pennello elettronico.Bene, benissimo. Ne sono felice soprattutto come padre di una adolescente: ero abbastanza preoccupato da certe valanghe di irraggiungibile bellezza (irraggiungibile perché tecnologicamente assistita) che mi entrano in casa via rotocalchi, tivù e internet.Ma da Fotocrate, sospettoso come sempre, ci penso un po’ su e dubito. Mi chiedo dove vada a parare tutta questa improvvisa voglia di nuovo candore iconico, questo inedito disprezzo per l’aiutino digitale. Mi pare che finisca per essere quasi più insincero dell’insincerità che pretende di combattere e rifiutare. Insomma, la mia idea è che qualcuno abbia  trovato un diavolo sulle cui corna rovesciare tutte le colpe delle bugie dette finora sugli ultracorpi patinati, visto che ormai tutti sanno che quelle colpe esistono e tutti ormai sono certi che nessuno dei corpi che ci viene mostrato somigli davvero a quello che è se lo incontriamo per strada.Trovare un diavolo vuol dire dichiararsi vittime delle sue brame tentatrici, come se nessuno fosse stato invece mai il suo assiduo e volonteroso collaboratore. Vuol dire insomma rifarsi una verginità. Una volta mandato indietro Satana, tutto il resto del mondo dell’immagine resta miracolosamente composto solo di angeli incorrotti. Come se, prima di Photoshop, le “divine creature” dei rotocalchi venissero stampate così come le si vedeva nel mirino della fotocamera.Dunque ci viene garantito che l’immagine che vedete qua sopra è stata depurata dall’intervento del mouse. Ma. prima osservazione: ne siamo davvero sicuri? Sarà davvero una foto integralmente photoshop-free, oppure sono state accantonate solo le modifiche più pesanti (cancellazioni di difetti, deformazioni di arti e parti del corpo? Se è così, quali altre modifiche restano invece autorizzate senza che nessuno ce ne avverta? Qualcuno può farci una lista delle manopolazioni ammesse e di quelle espulse? Lisciare un’epidermide è ancora consentito?Ma anche ammesso che fosse così: sarebbe solo per questo una foto “vera”? Dopo centoisettant’anni di inevitabili maniopolazioni (tutta la storia della fotografia è la stroria delle sue manipolazioni)abbiamo scoperto la foto-verità? Ma a chi la vanno a raccontare?Attenzione, qui è in corso una manovra di aggiramento pericolosa del senso critico. Smettere di dire grosse bugie non vuol dire cominciare a dire tutta la verità. Soprattutto quando sappiamo che in fotografia la verità assoluta non esiste. Per fare un paragone, secondo voi basta affermare che un certo prodotto è “ogm-free” per essere sicuri che è assolutamente privo di qualsiasi altro ingrediente pericoloso? Attenzione, attenzione, consumatori…

MICHELE SMARGIASSI BLOG REPUBBLICA

Andranno ai seggi con le idee chiare, almeno sulla coalizione: registi, attori e intellettuali italiani voteranno centrosinistra. Qualche dubbio ancora sulle preferenze di lista: chi vuole rafforzare i “contenitori unitari” come il Pd, chi invece non ha ancora sciolto la riserva su quale partito della galassia che sta a sinistra mettere la croce. Perfino qualche rimpianto, per chi ha la partita facile, come ammette Paolo Virzì, che vota in Toscana. C’è chi, prendete Mario Monicelli, confessa di aver fiducia solo nei magistrati. Chi vive a Roma è felice di poter sostenere una donna come Emma Bonino. E pure Mercedes Bresso, per i piemontesi, è la carta migliore per arginare il leghista Roberto Cota.Gad Lerner Un grande contenitore unitario: “Voto Partito Democratico in Piemonte, e quindi sostengo Mercedes Bresso. Sono anche coordinatore del Pd nel circolo della Valcerrina, dove risiedo. L’alternativa al centrodestra ha bisogno di un grande contenitore unitario”.Marco Revelli Voto Bresso, Cota mi spaventa: “Voto in Piemonte per Mercedes Bresso. Cota mi spaventa. Ma come lista sono molto incerto. Questa sinistra divisa è la prova di una dissennatezza totale. Stimo l’assessore uscente Artesio (Federazione della Sinistra), ma lei, non le logiche microidentitarie”.Marco Tullio Giordana Bonino, donna di grande esperienza: “Voto nel Lazio per Emma Bonino. Non c’è gara con la sua avversaria. È un voto laico, ma, al di là di questo, è un voto nei confronti di una donna straordinaria di grande esperienza e limpidezza. In tutta la sua avventura politica, molto lunga, ha sempre fatto bene”.Paolo Virzì Che peccato non poter votare Bonino! “Voto a Livorno per Enrico Rossi, candidato per la coalizione di centrosinistra. Ma un po’ mi dispiace: a Livorno non avremo problemi, invece avrei voluto votare nel Lazio, che è in bilico. Sostengo la Bonino, sarebbe una grandissima cosa se vincesse lei”.Monica Guerritore Autonomia e rispetto per gli altri. L’attrice, da sempre impegnata politicamente, non ha dubbi: “Voto nel Lazio per Emma Bonino. È una donna onesta e capace, ha dalla sua la forza dell’autonomia di pensiero, e il rispetto per gli altri. Lo testimonia la sua vita”.Mario Monicelli Voto a Roma per l’Italia dei Valori Il Maestro, che nell’intervista di giovedì sera a “Raiperunanotte”, non ha avuto dubbi sul come uscire dalla situazione politica, ha scelto: “Voterò a Roma per l’Italia dei Valori. I magistrati sono le uniche persone di cui ormai mi fido. Non voterei per nessun altro”.

Beatrice Borromeo IL FATTO QUOTIDIANO

In Francia si protesta contro il primo ministro con il No Sarkozy Day e Libération stila una mappa dei movimenti che partono dal no. Dire no è la moda del momento. No Life, No Logo, No Kids, No Meat, No Sex, No Shop Day.Le occasioni per dissentire, nell’epoca del troppo di tutto sono tantissime e di ogni livello. Si parte dai burloni del No Pants Day, gioco globale che stabilisce la giornata mondiale per andarsene in giro in mutande, fino al gruppo d’impegno antinucleare No al Missile 51, che come una bomba intelligente intende contrastare un preciso tipo di arma atomica.

ANNA LUPINI SEIDIMODA.IT