Tra metafiction e risate torna la “fuoriserie italiana” più esilarante degli ultimi anni, con cast e regia (quelli veri) rinnovati. E nella finzione si gira ‘Medical dimension’, la risposta italiana al medical drama made in Usa.
REPUBBLICA.IT
February 23, 2010 – 10:09 pm
La bella argentina Belén Rodriguez sarà la protagonista del prossimo cinepanettone prodotto da Aurelio De Laurentiis al posto di Michelle Hunziker. Lo rivela in esclusiva Tv Sorrisi e Canzoni.
TROVACINEMA
February 22, 2010 – 11:10 pm
I ghiacciai del Karakorum, in Pakistan, non sono solo un immenso blocco di terra e gelo: con i 18mila km2 che si elevano dai 3 agli 8mila metri, ricoperti di pietre scure, sono tra i pochi al mondo a non sciogliersi in fretta, ma comunque si ritirano. Vengono chiamati, forse con una sorta di timoroso rispetto, “i ghiacciai neri”, per distinguerli da quelli alpini, che, almeno fino all’altro ieri, erano costituiti per lo più da ghiaccio vero e proprio e sono definiti bianchi. A restarne folgorato fu, un secolo fa, il fotografo Vittorio Sella, che per primo li immortalò professionalmente in un reportage. Un secolo dopo il suo cammino di artista e amante della natura è stato percorso di nuovo dal fotografo naturalista Fabiano Ventura, e di nuovo le splendide montagne che ospitano il K2 sono state fermate dall’obiettivo, rispettando le angolazioni geografiche che Sella nel 1909 aveva scelto e mettendo l’occhio umano di fronte agli effetti di un secolo di cambiamenti climatici.
SARA FICCOCELLI REPUBBLICA.IT
February 21, 2010 – 11:56 pm
Carro attrezzi fai da te: ecco la gara a chi tira con le orecchie una macchina. La folle competizione si è svolta in India, nello stato del Punjab, durante le Olimpiadi Rurali organizzate ogni anno. Secondo gli organizzatori a queste olimpiadi possono solo partecipare i dilettanti non professionisti. Ma non ci risulta che esista un campionato professionistico di tiro con dell’auto con le orecchie… In ogni caso la macchina trainata proprio leggera non è: si tratta di una Suzuki Splash che pesa 975 kg
REPUBBLICA.IT
February 20, 2010 – 3:43 pm
Una vera retata nell’app store dell’iPhone per debellare i contenuti sessualmente troppo espliciti. Per volontà di Apple il negozio di applicazioni per il melafonino e l’iPod touch è stato ripulito di una parte dei programmi con contenuti riservati agli adulti: applicazioni che permettevano di sfogliare gallerie di ragazze in bikini o di giocare con le immagini per renderle più sexy e poco più. I programmi finiti sotto la scure puritana dell’azienda di Cupertino non erano in nessun caso pornografici e proprio la loro evidente non pericolosità ha scatenato le proteste di sviluppatori e blog tecnologici americani.L’ultimo capitolo della guerra tra Apple e le applicazioni “sexy” è iniziata giovedì, quando l’azienda di Steve Jobs ha iniziato a rimuovere una serie di programmi dal suo store, nonostante fossero già stati approvati in passato e, in certi casi, fossero disponibili per il download da oltre un anno. Motivo della rimozione sono le nuove linee guida che prevedono l’epurazione di tutte le applicazioni con contenuti sessualmente espliciti e che vanno a rafforzare le precedenti disposizioni che già vietavano qualsiasi “scena di nudo” sui programmi per iPhone. A fare le spese di questa decisione anche software famosi come Wobble iBoobs, scaricato un milione di volte, che forniva un semplice tool per animare parti di una immagine.
MAURO MUNAFO’ REPUBBLICA:IT
February 19, 2010 – 11:49 am
Ci sono tre lettere che valgono tantissimo: 14 milioni di dollari, per la precisione. E dal 10 marzo 2010 saranno di nuovo all’asta, prezzo di partenza un milione di dollari. E’ questo il nuovo capitolo della travagliata avventura di sex.com, di certo il dominio internet più conteso nella storia che però non ha portato fortuna ai proprietari. Nel 2006 è stato venduto a Escom con denaro in prestito, per 14 milioni di dollari. Il classico passo più lungo della gamba: Escom è fallita, non riuscendo a ripagare il prestito. Il dominio è stato pignorato, un po’ come succede con una casa o un televisore quando il compratore non riesce a saldare le rate. Dom Partners, che aveva prestato il denaro a Escom, adesso mettere in vendita il dominio per recuperare almeno parte di quell’investimento record. In questi tempi di crisi è difficile che l’asta possa avvicinarsi molto a quei 14 milioni. Sex.com resta però uno dei domini più desiderati. Anche se in questo momento è in sostanza vuoto di contenuti (c’è solo pubblicità), riceve comunque 120 mila visitatori al mese. Curiosi che cliccano su quelle tre famose lettere, inseguendo contenuti che è facile immaginare. Una volta finita l’asta, il nuovo proprietario certo cercherà di farne il nuovo centro per foto e video hard della rete.
ALESSANDRO LONGO REPUBBLICA.IT
February 18, 2010 – 6:32 pm
Dev’essere stata la realizzazione della propria mortalità, soprattutto dopo la battaglia contro il cancro al pancreas (che lo ha afflitto per anni) e il recente trapianto di fegato, oppure il fatto che con l’iPad Jobs intenda rivoluzionare l’Hiv-tech; fatto sta che dopo aver a lungo combattuto qualsiasi intrusione nella sua vita privata, il co-fondatore della Apple ha dato finalmente l’ok alla pubblicazione di una sua biografia. Ufficiale. Naturalmente lo ha fatto nello stile e con la grandeur che gli sono propri, affidandola cioè a Walter Isaacson uno dei pesi massimi del giornalismo americano e uno dei maggiori biografi statunitensi di personalità di grande rilevanza storica e sociale. Isaacson, che oltre ad essere stato direttore di Time Magazine è stato anche amministratore delegato della CNN di Ted Turner e attualmente è presidente e CEO dell’Aspen Institute, ha al suo attivo le biografie (tra le altre), di Albert Einstein, di Benjamin Franklin e di Henry Kissinger. Le prime due sono finite nella graduatoria dei migliori best seller di tutti i tempi stilata dal New York Times.
PAOLO PONTONIERE LA REPUBBLICA
February 17, 2010 – 6:09 pm
Quarant’anni di storia italiana attraverso le vicende di una famiglia. Con La meglio gioventù Marco Tullio Giordana ha raccontato l’entusiasmo della rivoluzione studentesca, gli anni bui del terrorismo, il dramma dell’alluvione di Firenze e gli angeli che la salvarono. Ora il film che ha fatto piangere e sorridere spettatori italiani e stranieri è stato scelto dal magazine americano Newsweek come uno dei dieci film più importanti del decennio appena trascorso . Nella classifica della versione on line della rivista il film sulla famiglia Carati occupa la quinta posizione tra tutti i film prodotti dal 2000 al 2010. Nato come fiction tv “congelato” dalla Rai, il film corale con Luigi Lo Cascio, Alessio Boni, Maya Sansa e Jasmine Trinca, conquistò pubblico e critica uscendo nelle sale in due parti prima del passaggio televisivo.
CHIARA UGOLINI TROVACINEMA
February 16, 2010 – 11:39 pm
Saranno circa 1200 fotografie, scattate da 400 maestri dell’immagine tra i quale Ansel Adams, Andy Warhol, Robert Frank, Robert Mapplethorpe, le fotografie che formeranno il lotto d’asta in vendita il 21 e 22 giugno da Sotheby’s a New York. Parte dello storico archivio Polaroid (che custodisce a Boston un totale di 14mila immagini) se ne va così, sotto le pressioni di un tribunale fallimentare del Minnesota, con la speranza che i circa 10 milioni di dollari ricavati dalla vendita possano ripagare i creditori dell’azienda. Intanto l’allarme Polaroid scatta anche in Europa, lanciato dal quotidiano svizzero Le Temps. Da vent’anni, infatti, in seguito a un accordo fra la Polaroid e il Consiglio di stato del Canton Vaud, il Museo di Losanna veglia sulla parte europea della collezione, circa 4.500 fotografie “in prestito”. Un centinaio sono già entrate nel lotto d’asta di New York e ora, per sensibilizzare l’opinione pubblica e salvare il resto della collezione, il Museo di Losanna organizza dal 2 marzo prossimo una mostra dal titolo “Polaroid in pericolo” con una selezione di 110 fotografie.
BENEDETTA PERILLI REPUBBLICA.IT
February 15, 2010 – 11:05 pm
È stato costretto a scendere dall’aereo della Southwest Air perché il volo era pieno e non poteva occupare due posti, alternativa necessaria per “garantire la sicurezza del volo”: così il regista e attore Kevin Smith è stato costretto ad aspettare il volo successivo nel quale c’era disponibilità di due posti liberi, scatenando una feroce polemica con la compagnia su Twitter: “Sono grasso, lo so, ma serviva buttarmi fuori quando mi ero già seduto?”. La compagnia si è scusata per l’inconveniente ma ha ribadito la sua posizione: Smith doveva occupare due posti, tanto che lui stesso aveva acquistato due biglietti per il volo, che però ha voluto cambiare all’ultimo momento trovandosi così in un volo troppo pieno.
REPUBBLICA.IT
February 14, 2010 – 11:57 pm
E’ di 149 feriti, di cui sette medicati in ospedale (per un calo di circa il 10 per cento rispetto allo scorso anno), il bilancio della prima giornata della battaglia delle arance allo Storico Carnevale d’Ivrea (Torino).Se si considera che le forze dell’ordine (polizia, carabinieri, guardia di finanza) non hanno effettuato nessun intervento di ordine pubblico, i dati sono stati tutto sommato confortanti.Ai botteghini nei vari ingressi della città sono stati staccati 16.388 biglietti per un totale di 26 mila spettatori.La battaglia proseguirà ancora domani e martedì, quando verrà proclamata la squadra degli aranceri vincitrice dell’edizione 2010.
REPUBBLICA.IT
February 13, 2010 – 12:32 am
E’ un italiano, Pietro Masturzo, il vincitore del prestigioso premio “World Press Photo” di quest’anno, con l’immagine di una donna che urla da un tetto di Teheran durante le proteste di piazza seguite alle elezioni del 12 giugno in Iran. Lo ha reso noto oggi l’organizzazione del premio internazionale che ha base ad Amsterdam. Lo scatto fa parte di una serie di fotografie sui tetti di Teheran, di notte, realizzate durante il tumultuoso periodo postelettorale. Spiegando la motivazione del riconoscimento, i giudici hanno affermato che l’immagine vincitrice racconta “l’inizio di qualcosa, l’inizio di una storia”.
REPUBBLICA.IT
February 12, 2010 – 2:01 pm
LA DONNA è sola nell’ampio bagno del suo lussuoso loft. Si spoglia con calma, si rilassa sotto la doccia: si prende tutto il tempo necessario mentre la telecamera indugia sui dettagli del suo fisico atletico. Poi chiude i rubinetti, si asciuga lentamente e si riveste indossando degli slip e una canottiera leggera. L’occhio del regista segue Madison – questo il nome della donna – mentre si rifugia nell’intimità del suo bagno per poi andare in cucina. Giusto il tempo di accorgersi di un rumore strano, prima che si scateni la violenta aggressione da parte di quattro intrusi coperti da passamontagna e armati di coltelli, che la picchiano ripetutamente e tentano di ucciderla scaraventandola contro i mobili della stanza.Nulla di strano se si trattasse di un film, eppure la scena di cui stiamo parlando è un momento di gioco di “Heavy Rain – The Origami Killer”, videogame dai toni molto adulti in uscita in questi giorni su Playstation 3. Una scena di questo tipo in un videogame non si era mai vista, non tanto per il nudo – presente in altri videogiochi – quanto per le atmosfere intime e realistiche. L’impressione è che gli sviluppatori abbiano realmente trasportato il giocatore in un territorio nuovo, rivoluzionando il linguaggio narrativo del mezzo videoludico e creando un prodotto nuovo e trasversale.
REPUBBLICA.IT
February 11, 2010 – 11:00 am
Una delusione cocente, nient’altro. Ma è già abbastanza. Un mezzo tradimento. Forse anche più di mezzo… Quando cade un mito, quando si appanna una stella, quando scopri che nel privato uno dei tuoi idoli adopera un criterio diverso da quello che applica in pubblico per gli altri, tutti gli altri, allora non può che esserci sorpresa. E delusione, appunto. Volevo intervistare Enrico Lucci, quello visto ieri sera nell’ultima bastardata a Marco Pannella. Niente di che, un’intervista come tante se ne fanno, più che ben disposto nei confronti della Iena regina di Italia 1. Una chiacchierata per soddisfare alcune curiosità – Lucci si nasce o si diventa? – ascoltare, imparare. Alla fine, ho rinunciato. Enrico Lucci è forse il mejo figo del bigoncio catodico di questi anni depressi. Le sue interviste a politici e divi in auge, le sue irruzioni nella mondanità più o meno sbracata, i suoi agguati alle sfilate di moda, le sue impertinenze alla prima della Scala sono quanto di più godibile la televisione tutta ci abbia proposto negli ultimi tempi. Aldo Grasso ha scritto che Lucci vale da solo il prezzo del biglietto, un po’ come si dice di un grande calciatore, un fuoriclasse che ti fa andare allo stadio solo per vedere i suoi numeri anche se il resto della squadra e dello spettacolo sono modesti. Lucci è il fuoriclasse delle Iene fin dalla fondazione, nel 1997.
IL GIORNALE
February 10, 2010 – 1:30 pm
La versione norvegese di Google Street View è stata appena inaugurata e c’è già chi si prende la briga di ispezionare ogni pixel per scovare qualche stranezza catturata dall’obiettivo della Street Car. E non bisogna cercare poi tanto: nella città di Bergen due uomini vestiti da sommozzatori si sono messi in posa e hanno aspettato l’arrivo dell’auto seduti nella strada principale di un quartiere residenziale. Subito dopo si sono alzati e hanno rincorso la vettura brandendo nell’aria due grosse fiocine da pesca.
REPUBBLICA.IT
February 9, 2010 – 6:37 pm
Di traguardi ne ha già raggiunti tantissimi: il Leone d’oro alla carriera, l’Ambrogino d’oro, la Maschera d’oro. Ma certo questo è originalissimo e unico al mondo. L’Arlecchino più celebre nel mondo, cioè Ferruccio Soleri l’attore 80enne che ancora interpreta in scena come un ragazzino la maschera goldoniana nell’Arlecchino servitore dei due padroni firmati da Giorgio Strehler ha conquistato un record mondiale: il guinness dei primati come interprete che da più anni recita lo stesso ruolo, 50anni esatti visto che la prima volta di questo Arlecchino fu il 28 febbraio del 1960 a New York, quando Soleri sostituì il “titolare” del ruolo Marcello Moretti.Il curioso primato è stato raggiunto dopo mesi e mesi di indagini del comitato del Guinnes World Records che ha sede a Londra. A contendere la palma a Soleri, infatti, c’era un altro attore già in carica, James O’Neill (1847-1920), padre dello scrittore e autore Eugene, il quale recitò il conte di Montecristo per oltre seimila volte ma in soli otto anni. Soleri, che da domani torna con il suo Arlecchino in scena al Piccolo Teatro di Milano dove lo spettacolo nacque nel 1947, raggiungerà la 2065 replica ma in ben cinquant’anni di Arlecchino, cosa mai successa nel mondo.
REPUBBLICA.IT
February 8, 2010 – 2:46 pm
Essere Jessica Alba: una ragazza cinese vuole trasformarsi nell’attrice americana. Xiaoqing, 21 anni, porta una parrucca color biondo scuro. Cerca di imitare le movenze della Alba e acquista gli stessi capi indossati dalla sex symbol 29enne. Ora, con un intervento chirurgico importante vuole cambiare i lineamenti del viso. Non per una mania personale, ma per piacere finalmente al suo ex fidanzato. La star di Hollywood non ci sta e lancia un appello per dissuadere Xiaoqing. L’imitazione è la forma più sincera di adulazione. Ma forse Xiaoqing è andata oltre.
Elmar Burchia CORRIERE.IT
February 7, 2010 – 6:21 pm
La sua fisarmonica ha 39 anni. Jovica Jovic l’ha acquistata appena arrivato in Italia, a Stradella, nel 1971. Per essere precisi è una fisarmonica cromatica, uno di quei modelli introvabili con i bottoni al posto della tastiera, difficilissima da suonare. Jovic è un serbo di etnia rom e a guardarlo sembra un elegante pensionato sulla cinquantina, sorridente e dai modi gentili. Ma, suo malgrado, ha una doppia vita. Quella ufficiale, che vive sui palchi di mezza Italia a fianco di artisti internazionali e assieme alla sua band “ I Muzikanti”. E quella da clandestino, cominciata nel 2007 e passata a nascondersi fra un accampamento e l’altro. Con un’unica colpa: avere un visto scaduto.«È incredibile – racconta – vivo in Italia da quarant’anni, sono sempre stato in regola e amato da tutti. Ma da due anni sono costretto a nascondermi, a vivere come un clandestino. Eppure non ho mai fatto niente di male». Jovic accetta di parlare nel chiuso di un garage del centro, perché «nelle mie condizioni le precauzioni non sono mai troppe». Insieme con lui, alcuni amici italiani che lo hanno conosciuto grazie alla sua attività artistica. Mauro Poletti, dell’associazione Terra del fuoco, segue da anni Jovica nella sua carriera di musicista. «La società dice Paoletti ha un atteggiamento schizofrenico nei confronti del maestro Jovic. Da una parte lo celebra come artista di fama internazionale: basti pensare che ha suonato per anni al binario 21 nel giorno della memoria della Shoah, e che ha collaborato con artisti del calibro di Piero Pelù, Moni Ovadia e Dario Fo. Dall’a ltra lo persegue come illegale e clandestino».
LUCA DE VITO REPUBBLICA.IT
February 6, 2010 – 3:07 pm
Lei è stata definita la «Shirley Temple del samba», ma la scelta di far sfilare Julia la prossima settimana nel sambodromo di Rio de Janeiro ha acceso il dibattito in tutto il Brasile. La piccola è stata eletta madrina del «drum corps» della nota scuola di samba Viradouro. E se finora i brasiliani sono stati abituati a vedere di tutto durante il mega-party che si svolge una volta l’anno, la scelta ha destato non poche perplessità. Per questo motivo un giudice sta esaminando la possibilità di impedirle di partecipare alla sfilata. Un’organizzazione pubblica per la tutela dei minori in Brasile ha ammonito: «Julia è troppo giovane per ballare e del tutto inappropriata per assumere il tipico atteggiamento sensuale riservato finora alle ballerine adulte». Tuttavia, il papà della bambina – anche presidente del gruppo Viradouro – controbatte spiegando che sua figlia ha un talento naturale e che ballare la samba durante gli ottanta minuti della parata e nel caldo soffocante non rappresenta alcun problema. «Julia ha la grinta necessaria per essere regina del carnevale. È incredibilmente seria quando sale sul palco e se un uomo avverte una sorta di eccitazione nel vedere una bambina di sette anni è meglio che si faccia visitare da un dottore», ha precisato Marco Lira al diffusissimo giornale “O Globo”.
CORRIERE.IT
February 5, 2010 – 9:15 am
Il gioco era facile – e alla lunga anche un po’ noioso – ai tempi in cui ci si connetteva a una chat e si iniziava a parlare con sconosciuti protetti dallo schermo del computer. Liberi di mentire sull’età, invertire il sesso, millantare occhi verdi-azzurri e capelli biondi alla Brad Pitt. Troppo facile, hanno pensato gli ideatori di Chatroulette, un sito lanciato qualche mese fa in sordina e che sta diventando un piccolo fenomeno di culto. Una galleria degli orrori e delle follie ai tempi della comunicazione in tempo reale online.Il funzionamento è lo stesso delle prime chat anonime. Ci si connette al sito e si può parlare all’istante con uno sconosciuto situato dall’altra parte del pianeta. C’è però una novità che cambia di molto le regole del gioco: prima di iniziare la chiacchierata è obbligatorio attivare la propria webcam. Bisogna cioè metterci la faccia. Solo dopo aver lanciato la propria webcam, il sistema fa comparire in maniera del tutto casuale un altro utente connesso in videochat. L’unica opzione disponibile è quella di «next», ovvero passa al prossimo utente, dando così vita a una sorta di roulette russa, fino a quando non si trova la persona che più interessa.Anche qui, però, il gioco non è affatto semplice. Ogni cinque «next» compare un ragazzo in slip. Ogni 20 click qualcuno mascherato in maniera assurda. Ci sono poi scene di sesso reale (orgie, striptease) e simulato (anziani signori che abbracciano peluche, un classico). In misura minore, anche ragazze seminude tra le lenzuola. Non è solo il sesso a farla da padrone: pur di catturare l’attenzione molti utenti ostentano drappelli nazisti, urlano, puntano pistole, consumano sostanze illegali. Evidentemente, non serve a nulla metterci la faccia. Non basta il brivido di essere riconosciuti dal proprio collega o compagno di scuola.
NICOLA BRUNO CORRIERE.IT
February 4, 2010 – 1:56 pm
Asashoryu, il gran campione di sumo di origine mongola, amato e odiato per il suo carattere ribelle, ha annunciato il ritiro. Asashoryu, 29 anni, terzo nella classifica dei lottatori più forti di sempre, ha gettato la spugna di fronte all’ennesimo scandalo, dopo una notte ‘brava’ finita in rissa. Il 16 gennaio, in stato di ebbrezza, avrebbe avuto una discussione per motivi non chiari con il dipendente di un night club, passando presto alle maniere forti: la vittima ha riportato la frattura del naso, lacerazioni alle labbra ed escoriazioni alla nuca
REPUBBLICA.IT
February 3, 2010 – 6:54 pm
ROMA – iMussolini, la controversa applicazione con tutti i discorsi del duce che in pochi giorni aveva scalato la classifica dei software più venduti su iTunes, è stata rimossa dal negozio Apple. Più delle proteste di alcuni gruppi d’opinione che si erano sentiti offesi dal successo del programma, ha potuto la minaccia di azioni legali da parte dell’Istituto Luce, detentore dei diritti su alcuni filmati presenti nell’applicazione.”Procederemo contro chiunque abbia impropriamente fatto uso e commercializzazione di materiale di nostra proprietà”, hanno annunciato ieri da Cinecittà, invitando Apple a interrompere “immediatamente la vendita” di iMussolini. “Non abbiamo in alcun modo autorizzato la commercializzazione di tali filmati né al signor Luigi Marino, che risulta essere l’ideatore dell’applicazione, né tanto meno alla Apple”.Secondo quanto pubblicato dal sito iPhoneItalia, l’applicazione è stata rimossa “dallo stesso Marino, in attesa di comunicazioni da parte di Apple”. Lo sviluppatore comunque si difende dalle accuse dell’Istituto Luce ribadendo quanto già detto in un colloquio con Repubblica, e cioè che i materiali usati nell’applicazione sono liberamente reperibili su internet.Di parere diverso i legali di Cinecittà, secondo i quali “i filmati sono caratterizzati dal logo dell’Archivio Storico Luce in modo inequivocabile” e “sono stati indebitamente scaricati da dvd di documentaristica storica regolarmente in vendita”. Al di là delle valutazioni legali, il Luce definisce “Odioso e diseducativo l’uso strumentale, e a fini economici, dei discorsi di Mussolini fuori dal contesto dell’analisi complessiva che caratterizza da sempre la produzione di documentari da parte di Cinecittà Luce”.Pubblicata per la prima volta sull’AppStore di iTunes il 21 gennaio scorso, iMussolini aveva scalato le classifiche di vendita, diventanto in meno di una settimana l’applicazione più scaricata tra quelle a pagamento dagli utenti italiani di iPhone e iPod Touch. Un primato che aveva fatto sensazione, varcando i confini nazionali. L’American Gathering of Holocaust Survivors and their Descendants, associazione statunitense di sopravvissuti all’Olocausto, aveva definito iMussolini “un insulto alla memoria di tutte le vittime del nazismo e del fascismo”.
REPUBBLICA.IT
February 2, 2010 – 7:18 pm
Sono trascorsi 25 anni da quando le star si riunirono per aiutare l’Africa incidendo We Are The World, canzone scritta da Lionel Richie e Michael Jackson. Quincy Jones, che nel 1985 produsse il disco, e Lionel Richie, hanno trascorso la cerimonia dei Grammy, durante la quale c’è stato un tributo a Michael Jackson, a reclutare le stelle della musica di ieri e di oggi e dare vita a una nuova versione che aiuterà le vittime del terremoto di Haiti.Bono e Lady Gaga sono stati tra gli ultimi ad unirsi all’iniziativa, che già includeva star come Usher, Jennifer Hudson,i Jonas Brothers, Pink, Enrique Iglesias, Barbra Streisand, Celine Dion e tutte le stelle della musica black, da Will.I.Am a Snoop Dog. La nuova “We are the world” debutterà il 12 febbraio sulla Nbc per l’inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Vancouver e sarà messa in vendita insieme a un video girato dal regista di “Crash”, Paul Haggis.L’assenza di alcune voci storiche della versione originale come Bruce Springsteen, Bob Dylan e Paul Simon è stata rimpiazzata dai più bei nomi dell’hip hop. L’unica nota stonata è stata l’assenza dei trionfatori dei Grammy Awards come Beyoncè e Jay-Z, rientrati subito a New York, e Taylor Swift, ripartita per l’Australia.A cantare la nuova versione della canzone, potrebbero esserci un centinaio di cantanti, che ieri si sono già riuniti per la nuova
seidimoda.repubblica.it
February 1, 2010 – 3:53 pm
Il 22 agosto 1941, Winston Churchill stava fumando beatamente uno dei suoi prediletti sigari quando fu improvvisamante interrotto da una notizia: i nazisti stavano per arrivare a Leningrado. Il sigaro, fumato a metà, è stato venduto in un’asta per 5.200 euro, mentre la base di partenza era di 400 euro. Churchill, in quell’agosto del 1941, dovette riunire urgentemente il Gabinetto di guerra visto il precipitare della situazione nell’Urss. In effetti, l’assedio di Leningrado incominciò l’8 settembre e terminò il 18 gennaio 1944, con la completa disfatta delle armate naziste.Il sigaro mezzo fumato, di 9,5 cm, fu trovato su un posacenere da Nellie Goble che, a quel tempo, lavorava al 10 di Downing Street, sede del governo inglese. Nellie, successivamente, lo mandò ad un amico di nome Jack con una nota che spiegava i fatti. «Un piccolo souvenir in modo che nel futuro tu possa ricordare uno dei più grandi uomini che vissero in Inghilterra». Alla morte di Jack, avvenuta nel 1987, il sigaro in questione entrò in possesso della figlia. La casa d’aste che lo ha messo in vendita sottolinea che Churchill difficilmente non finiva un sigaro. Se il Premier lo fece, questo significava che stava accadendo una cosa molto grave. I nazisti, infatti, nell’ambito dell’operazione Barbarossa, ovvero l’invasione dell’Urss, erano arrivati a Leningrado. L’acquisto del sigaro è stato fatto da un collezionista di oggetti storici dell’Hertfordshire, che ha sorpassato offerte più alte provenienti perfino dall’Egitto e da Israele. Lo scorso novembre, sempre in un’asta, un piattino per il burro, usato come portacenere da Churchill, è stato battuto per 4.800 euro.
PAOLO TORRETTA CORRIERE.IT
January 31, 2010 – 5:13 am
BACIAMI ANCORA è un film scritto e diretto da Gabriele Muccino, con Stefano Accorsi e Vittoria Puccini, sequel de L’ultimo bacio.Il film è uscito nelle sale cinematografiche il 29 gennaio 2010.
Trama [modifica]La storia si svolge a Roma, dieci anni dopo il primo episodio, e narra l’evoluzione della storia d’amore fra Carlo (Stefano Accorsi) e Giulia (Vittoria Puccini), le loro vite (i successi, le delusioni, gli errori, i desideri) e quelle dei loro amici di sempre: Paolo (Claudio Santamaria), Adriano (Giorgio Pasotti) e Alberto (Marco Cocci), partiti per un goliardico viaggio alla fine del primo film che si rivelerà formativo per loro, e Marco (Pierfrancesco Favino) felicemente sposato con Veronica (Daniela Piazza).Cast [modifica]Domenico Procacci, il produttore del film del 2001, conferma la presenza di gran parte del cast del primo film (tranne che per il ruolo di Giulia, per il quale Vittoria Puccini ha preso il posto di Giovanna Mezzogiorno): Stefano Accorsi, Claudio Santamaria, Sabrina Impacciatore, Pierfrancesco Favino, Daniela Piazza, Giorgio Pasotti e Marco Cocci. Ha aggiunto anche la presenza di quattro new entry: Valeria Bruni Tedeschi, Adriano Giannini, Francesca Valtorta e Primo Reggiani. Il ruolo di Sveva viene interpretato da Sara Girolami. Martina Stella, che nel primo film interpretava Francesca, liceale che fece perdere la testa a Carlo (Stefano Accorsi), ha dichiarato di aver rifiutato di tornare al ruolo che le diede la fama: «Provo tanto affetto per Gabriele Muccino, gli devo immensa riconoscenza per aver creduto in me, ma credo che quel personaggio sia finito li nell’Ultimo Bacio. Trovo che sia più giusto, per me, non proseguire».Muccino, qualche giorno dopo, ha affermato di non averle mai offerto il ruolo: «È stato divertente scoprire che Martina Stella ha rifiutato una parte che in realtà non è mai esistita. Mi dispiace che Martina si faccia pubblicità in questo modo, ma voglio chiarire che il suo ruolo era realmente finito nel primo film. Non è mai stato previsto uno sviluppo del ruolo [..] solo nella prima stesura del copione era previsto un piccolissimo cameo in omaggio a Martina, che poi è stato tagliato. Oggi chiunque abbia in mano il copione sa che quel ruolo non esiste più.»Riprese [modifica]Le riprese del film sono iniziate venerdì 26 giugno 2009 a Roma e terminate mercoledì 30 settembre 2009.
WIKIPEDIA
January 30, 2010 – 3:23 pm
ANZIANE impellicciate che guardano stizzite l’obiettivo, uomini con i cappelli che fumano sigari, bambini che piangono accuditi da mammine eleganti. Venti anni di storia americana, fotografata per le strade di Chicago rigorosamente in bianco e nero con una macchina Rolleiflex medio formato, tornano alla luce, online, grazie a un collezionista fortunato. L’autrice di questi mirabili scatti, esempi preziosi di street photography, è la francese Vivian Maier: arrivata negli Stati Uniti negli anni ’30, impiegata prima come commessa e poi come bambinaia, morta in disgrazia nel 2009 e solo oggi celebrata come una fotografa di successo. Ha scattato ininterrottamente fino agli anni ’90 per poi conservare migliaia di negativi mai stampati tutti per sé, senza mostrarli mai a nessuno. Ma nel 2007, a causa di alcuni pagamenti insoluti, parte della produzione di Vivian viene ceduta, insieme ad altri mobili d’epoca, chiusa in un armadietto di archiviazione.I mobili vengono messi all’asta e 40mila negativi, dei quali circa 15mila ancora all’interno di rullini non sviluppati, vengono acquistati per poche centinaia di dollari da John Maloof, fotografo per passione e agente immobiliare per professione, in cerca di materiale fotografico per la scrittura di un libro sui quartieri di Chicago. È lui a decidere di far conoscere al mondo l’opera di Vivian pubblicando parte delle immagini acquisite sul blog Vivian Maier – Her discovered work. Sboccia così, a metà tra la leggenda e la virtualità, il mito di Vivian Maier, la fotografa del mistero della quale si conoscono rare notizie biografiche e il cui viso si intravede solo in alcuni autoscatti.
BENEDETTA PERILLI REPUBBLICA.IT
January 29, 2010 – 3:37 pm
J. D. Salinger è morto oggi a Cornish, New Hampshire, la cittadina dove ha trascorso gran parte della sua vita appartatissima. Aveva 91 anni. L’autore del Giovane Holden, lo scrittore che col suo romanzo – uscito nel 1951 – ha rappresentato in mito per diverse generazioni di giovani, resterà per sempre un simbolo di ribellione, di inquietudine, per chi sta per attraversare la “linea d’ombra” tra l’infanzia e l’età adulta. Un mito alimentato anche grazie alla sua esistenza misteriosa; all’alone di segretezza, quasi di leggenda, che la sua incredibile riservatezza creò attorno a lui.
Hai presente la classica smagliatura che una volta ti faceva correre in bagno con una boccetta di smalto per rimediare? Bene quella che fino a ieri sembrava la massima caduta di stile oggi è la tendenza hot tra le star che amano stupire. Complici alcune sfilate di moda che hanno mandato in passerella modelle con i buchi nelle calze, e soprattutto il marchio Rodarte che ha fatto di questi un’arte sublime, le celebrities si divertono a presentarsi in pubblico come se fossero state attaccate da un branco di gatti randagi. Il problema però è che l’arte dello strappo non è proprio alla portata di tutte: è rock se è fatto ad arte. Fa… “trascurato” se male interpretato.
REPUBBLICA.IT
January 28, 2010 – 3:57 pm
Se ne stava lì, sotto la residenza romana di Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli, nascosto dietro un paio di occhiali da sole. E’ stato notato da una pattuglia del Nucleo radiomobile di carabinieri intorno alle 20, mentre aspettava non lontano da un gruppo di giornalisti il rientro del premier da un incontro politico. Insospettiti, i militari lo hanno avvicinato e perquisito. Con sé aveva coltelli e bulloni.L’uomo, un 55enne senza fissa dimora e originario dell’ex Jugoslavia, si sarebbe giustificato dicendo ai carabinieri: “Aspettavo il premier per consegnargli una poesia”. Portato in caserma, da ulteriori accertamenti è risultato in possesso di un’auto rubata. L’uomo è stato sottoposto a fermo per ricettazione e denunciato per il possesso illecito dei coltelli REPUBBLICAROMA.IT
January 27, 2010 – 3:09 pm
“Ho bisogno di tempo per decidere come sarà il 2014″ ha dichiarato durante una conferenza stampa a margine del congresso di gastronomia Madrid Fusion, promettendo che alla riapertura le cose non uguali”.Adrià, osannato dagli avanguardisti ma anche criticato da chi non riesce ad apprezzare il suo stile, si è detto stanco di passare 15 ore al giorno in cucina. Lo chef catalano è dagli anni ’90 alla testa di un movimento chiamato con formula un po’ astratta di cucina molecolare, per la quale “il cliente ideale, ha non viene a El Bulli per mangiare, ma per provare un’esperienza”. Già adesso il suo ristorante, tre stelle Michelin, primo del mondo secondo l’inglese Restaurant Magazine e una lista d’attesa di oltre un anno per sedersi ai suoi tavoli, era aperto solo sei mesi l’anno, mentre gli altri sei venivano messi a punto nuovi piatti nel suo ‘laboratorio’, El Taller a Barcellona. Adesso la chiusura sarà decisamente più lunga.
L’ESPRESSO FOOD&WINE
January 26, 2010 – 5:23 pm
Con l’indicazione «carne profumata» la pietanza a base di cani e gatti viene servita spesso e volentieri come specialità in Cina. Ciò è destinato a cambiare. Un disegno di legge, il primo e unico nel suo genere nella Repubblica popolare, intende infatti vietare il consumo e il commercio di carne di gatto e cane. Pena la reclusione.I cinesi dovranno probabilmente rinunciare in futuro alla pietanza tanto in voga nella Repubblica popolare. Chi verrà sorpreso a mangiare carne di cane o gatto dovrà pagare una multa di 5.000 yuan (500 euro circa) o, in alternativa, trascorrere 15 giorni in carcere, scrive il giornale Chongqing Evening News. È previsto un giro di vite anche per i punti di ristorazione e distribuzione: le società che commerciano con questo tipo di carne, rischiano pene pecuniarie dai 10.000 ai 500.000 yuan. Per ora si tratta solamente di un disegno di legge e non è ancora chiaro quando potrà essere approvato in via definitiva. Ciononostante, gli attivisti per i diritti degli animali parlano già di vittoria. La carne di cane, consumata in Cina almeno fin dai tempi di Confucio, è oggi ancora molto diffusa in molte regioni, nonostante le moltissime critiche che giungono soprattutto dall’Occidente che considera generalmente la carne di cane un piatto tabù.La carne di gatto, invece, è ritenuta una vera e propria specialità nel sud del Paese. Ciò ha provocato mal di pancia agli ambientalisti che negli anni hanno protestato con blocchi stradali e fermato i viaggi su camion di migliaia di cani e gatti destinati alle grandi macellerie delle città. Utilizzata spesso in passato come un rimedio nelle situazioni di penuria alimentare, è stata in seguito apprezzata per il supposto beneficio alla circolazione del sangue e all’energia Yang, fino a diventare un piatto ricercato. L’ipotesi di un divieto in ogni caso ha scatenato vivaci discussioni su blog e forum cinesi. Il procuratore e ricercatore dell’Accademia delle scienze sociali Chang Jiwen ha cercato di rassicurare spiegando al quotidiano China Daily che «la legge non influenzerà le abitudini delle persone, visto che sono pochi coloro che ancora mangiano carne di gatto o cane». Oltretutto, la nuova legge aiuterebbe a revocare le limitazioni commerciali di molti prodotti animali dalla Cina.
ELMAR BURCHIA CORRIERE.IT
January 25, 2010 – 5:41 pm
Nell’alta valle del fiume Hudson, dove l’acqua del fiume che bagnerà poi Manhattan è ancora limpida, vive da eremita il vecchio che fece crollare il “Blue Wall”, il muro blu dell’omertà e della corruzione poliziesca a New York: Serpico. Nel cranio porta ancora i frammenti dei proiettili che gli furono esplosi in faccia. Nel cuore l’amarezza per essere stato dimenticato ed espulso dai “fratelli” in uniforme come un rifiuto tossico. Nel nome riassume la vergogna e lo scandalo che cambiò la polizia in blu e che fece di lui un libro venduto a tre milioni di copie, un’inchiesta ufficiale devastante e un film leggendario.Lo ha scovato, nella capanna di tronchi da pioniere che egli stesso si è costruito e dove vive con la sua “ragazza” come chiama la signora di cinquant’anni che gli fa compagnia, il New York Times, mezzo secolo dopo quel 1959 nel quale Frank Serpico divenne patrolman, piedipiatti, poliziotto di quartiere a Brooklyn. Frank, che da vecchio somiglia sempre più, nella barba un po’ irsuta, nel volto stazzonato da 73 anni di vita dura, nella bandana che gli avvolge la testa ancora trafitta dal dolore dei frammenti di piombo, al personaggio che Al Pacino portò sullo schermo, non è, neppure nella quiete profonda dei boschi, un uomo in pace. Serpico è ancora in guerra col mondo, come era in guerra con i gangster, i pusher, i magnaccia, i mafiosi di Brooklyn, ma soprattutto con i suoi colleghi del “Nypd”, il Dipartimento di Polizia, che di quei delinquenti erano al soldo. “Ho ancora incubi – racconta – ogni volta che schiudo una porta, vedo la canna della pistola che mi sparò in faccia