{"id":51073,"date":"2015-12-13T23:16:18","date_gmt":"2015-12-13T22:16:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chicodeluigi.it\/home\/?p=51073"},"modified":"2015-12-14T04:05:13","modified_gmt":"2015-12-14T03:05:13","slug":"51073","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chicodeluigi.it\/home\/2015\/12\/13\/51073\/","title":{"rendered":"13 dic"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #888888;\">******************************************************************************************<\/span><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-51078\" style=\"line-height: 1.5em;\" alt=\"mario dondero\" src=\"http:\/\/www.chicodeluigi.it\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/mario-dondero.jpg\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/p>\n<h4><span style=\"color: #888888;\">Mario Dondero Fermo 10 agosto 2008<\/span><\/h4>\n<h4><span style=\"color: #888888;\">******************************************************************************************<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\"><i>Mario Dondero prima dell\u2019intervista ci mostra alcune foto.<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Questa \u00e8 la mia famosa foto del <i>nouveau Roman<\/i>. Questi scrittori sono Robbe-Grillet, Claude Simon, Claude Mauriaque, l\u2019editore Jean Ricardou, Robert Pinget, Samuel Beckett, Nathalie Sarraute. Tutti questi personaggi scrivevano per l\u2019\u00c9ditions de Minuit<i> <\/i>e si trovavano a essere delle figure centrali<i> <\/i>di una sorta di movimento che i critici definivano il \u201cnouveau Roman\u201d, cio\u00e8 la scuola dello sguardo. Io allora stavo realizzando il mio reportage sul \u201cnouveau roman\u201d con Giancarlo Marmori per l\u2019<i>Illustrazione Italiana<\/i> e mi venne in mente di chiedere a Rendon, che avevo conosciuto precedentemente, di poter scattare una foto <i>di classe<\/i> (termine che usano i francesi per definire le foto di gruppo), cos\u00ec egli organizz\u00f2 per telefono questo gruppo, prontamente arrivarono tutti e il risultato fu un\u2019immagine divenuta nel tempo un vero e proprio simbolo e finita persino sui libri di scuola francesi.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">\u00a0<i>Come ha inventato Mulas?<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\"><i><\/i>Ugo Mulas, effettivamente, \u00e8 stato da me introdotto alla fotografia. Egli infatti scriveva didascalie per l\u2019Agenzia Deltafoto e si era appena licenziato. Io, proprio in quel giorno, mi ero licenziato dall\u2019<i>Heure \u2013 <\/i>il<i> <\/i>formidabile settimanale che aveva creato Beppe Trevisani \u2013 fondamentalmente perch\u00e9 volevo andare in Francia. Pensavo che per la mia formazione di giovane reporter fosse importante fare una grande esperienza straniera e poi la Francia mi ha sempre sedotto pi\u00f9 di altri posti. Incontrai invece Ugo Mulas che mi propose di fare qualcosa insieme, e mi riusc\u00ec talmente simpatico che quando gli dissi che avevo rotto i ponti, che stavo per andare via, lui mi disse: \u201cMa guarda che nella mia pensione c\u2019\u00e8 un letto che si libera!\u201d. Cos\u00ec facemmo una piccola societ\u00e0 e io gli insegnai i primi rudimenti. Lui questi rudimenti li ha sviluppati e portati moltissimo avanti, mentre io invece no. Io ho \u201cspinto\u201d la \u2018voce\u2019 fotogiornalismo, mentre Ugo ha deviato verso una foto pi\u00f9 creativa, pi\u00f9 artistica. Ritengo che il fotogiornalismo sia insostituibile, almeno nel mio spirito: \u00e8 un servizio sociale. Anche la foto d\u2019arte, ben inteso, \u00e8 un servizio sociale, perch\u00e9 arricchisce la nostra vita. Il parametro, in tutte le categorie, in tutte le branche creative, \u00e8 il talento: se ci sono delle cose da dire, tutte le voci sono da ascoltare.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">\u00a0<i>Quanto alle sue collaborazioni?<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Sono fiero di collaborare a <i>Diario<\/i> e al <i>Manifesto<\/i>: sono due pubblicazioni che salvano il nostro Paese dalla mediocrit\u00e0.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">\u00a0<i>Quanto confluisce in un\u2019opera l\u2019esibizione di s\u00e9?<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Il problema dell\u2019<i>ego<\/i> \u00e8 un problema molto grosso, delicatissimo, non sai mai dove finisce l\u2019esibizionismo e dove incomincia la creazione. Io non mi sento per niente un \u201cvecchio saggio\u201d che pu\u00f2 dare lezioni, mi sento uno che ha vissuto mediamente pi\u00f9 di altri.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">\u00a0<i>Per quale motivo pochi sono i suoi cataloghi pubblicati?<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Se non ho fatto quasi mai libri \u00e8 perch\u00e9 ho lavorato sempre per i giornali, pensando che i giornali fossero il vero <i>medium<\/i> per quello che riguarda le fotografie. Le foto sui libri rientrano nella sfera privata delle persone: questi scatti possono essere guardati ogni tanto, mentre la foto sul giornale partecipa alla battaglia politica, \u00e8 presente nella vita di tutta la comunit\u00e0. Adesso i libri vengono allegati ai giornali, metto tra parentesi che se non sbaglio si tratta di un\u2019iniziativa che viene dalla sinistra, la destra non ha mai degli editoriali intelligenti. Mi sembra persino che il primissimo ideatore di questa iniziativa sia stato Nicola Fano, un giornalista che ha lavorato all\u2019<i>Unit\u00e0<\/i> e a <i>Diario, <\/i>che poi si \u00e8 occupato del Teatro Ambra Iovinelli a Roma, un vero talento.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">La sinistra \u00e8 costellata di talenti che quando invecchiano, quando \u201cimborsiscono\u201d, spesso si stancano delle difficolt\u00e0 economiche molto aspre (sto pensando ai redattori del <i>\u00a0Manifesto, <\/i>per esempio, giornale che ha formato tante figure diventate eminenti nella nostra societ\u00e0) e allora gli altri fanno loro i \u2018ponti d\u2019oro\u2019. Tutto questo per dire che ritengo vi sia una forma meno ufficiale, meno sontuosa, pi\u00f9 modesta (e meno costosa) anche di presentazione del lavoro delle persone. Riconosco che, avendo partecipato a quest\u2019affascinante avventura che \u00e8 stata il libro per <i>Il Manifesto <\/i>che si intitola <i>I rifugi di Lenin, <\/i>un lungo reportage in Russia, durato quasi quaranta giorni, \u00e8 bello vedere qualche cosa di armonioso e completo. Facevo pochi libri perch\u00e9 mi chiedevano sempre di usare le mie foto, mentre a me interessava portare avanti altri tipi di progetti.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">\u00a0<i>Quali per esempio?<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Sono stato quarant\u2019anni in Francia e quindi ho avuto una vita molto pi\u00f9 francese che italiana, e soltanto dalla fine degli anni Ottanta sono tornato in Italia. Sono depositario della deontologia dei reporter. Non posso stare fermo e sono distratto da tante cose. Non ho realizzato molti libri fotografici, ma anche neanche tante mostre, tutte quelle che ho allestito ho avuto modo di farle in quest\u2019ultima fase della vita; precedentemente ero ostile alle mostre fotografiche, le consideravo una cosa \u201cgigionesca\u201d, una cosa veramente autocelebrativa. Poi, invece, ho scoperto che quando penso alle mostre, penso alle trattorie dove andr\u00f2 con gli amici, e creare una mostra fotografica \u00e8 comunque una riflessione. Avendo fatto delle foto con grande impegno e anche moltissimo rigore nel raccontare le cose vere, mi fa piacere il poter far tornare le persone a riflettere sulle cose. E la mostra fotografica, come il libro, \u00e8 un po\u2019 questo. Quando feci la prima mostra fotografica, a Sant\u2019Elpidio a Mare, era stata organizzata dai ferrovieri. Perch\u00e9 poi sono una persona molto elitaria&#8230; Se me lo chiede una fondazione ricchissima, non mi interessa. Pavese, uno scrittore che ho amato moltissimo, diceva che non bisogna andare verso il popolo, bisogna essere popolo e che non \u00e8 facile per niente. Mi vengono in mente le cantanti popolari che cantano folk, ma che non sono mondine e per questo non riusciranno mai a cantare come una mondina, n\u00e9 io riuscir\u00f2 mai a essere un operaio, vivo una vita borghese come tanti, non son stato alla catena di montaggio. Io sono sicuramente un \u201cuomo contro\u201d, contro il conformismo, contro il servilismo, contro il cedere alla prepotenza. In fin dei conti, se quando avevo sedici anni ho deciso di andare in Val d\u2019Aosta nei partigiani (mi sono molto divertito per la verit\u00e0, anche se ho sofferto tantissimo e ho corso pericoli grandissimi), l\u2019ho fatto perch\u00e9 non sopportavo la prepotenza dei fascisti, che vivevo come qualcosa di osceno e di orrendo. Mi spiace che adesso sia in corso un golpe freddo, soffice, quasi invisibile, che per\u00f2 ormai ci ha raggiunto completamente. Del resto, il <i>Pais<\/i>, parlando delle elezioni italiane, ha detto: \u201c\u00c8 la corruzione personificata che ha raggiunto il cuore dello Stato\u201d. L\u2019Italia non \u00e8 costituita da gente che vuole le politica, che si interessa alla politica, che dibatte la politica, \u00e8 fatta da gente biecamente arrivista, egoista, che vipera il proprio quattrino, volgare, incivile, ignorante&#8230; Basta vedere lo squallore dei giornali che vanno per la maggiore, quotidiani chiaramente indecenti. Per esempio, <i>Il Corriere della sera<\/i> non \u00e8 mai stato indecente, anche nei momenti della peggiore delle reazioni, come questi giornali che gli son venuti dopo, <i>Il Giornale<\/i> e <i>Libero<\/i> che son veramente ripugnanti. Constato che \u00e8 pieno di gente anonima formidabile in giro, persone di alto valore civile, morale. Quando sento Farhenait al pomeriggio, sento alcune voci di italiani sconosciuti veramente magnifici. Per\u00f2 finisce che sono dei cenacoli, dei luoghi d\u2019\u00e9lite. A Milano c\u2019\u00e8 una grande radio che \u00e8 <i>Radio Popolare.<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">\u00a0<i>Che tipo di macchine fotografiche utilizza e ha utilizzato?<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Ho lavorato in un\u2019agenzia fotografica per imparare i rudimenti e usavo la Rolleiflex: 1\/100<i> &#8211; f <\/i>11 al sole, 1\/100 &#8211; <i>f <\/i>5,6 all\u2019ombra. Poi, la mia vera macchina \u00e8 stata la Laica M3, ma sono profondamente affezionato alla Pentax Spotmatic, che \u00e8 una macchina umile che ho visto in mano a William Klein, a Guy Le Querrec&#8230; La macchina professionale \u00e8 la macchina da passeggio. Se devo andare a passeggio per i fatti miei, prendo la Pentax Spotmatic, leggera, non me la rubano perch\u00e9 non le guarda pi\u00f9 nessuno e quindi non vale la pena di fregare. Per\u00f2 \u00e8 una macchina di una grande solidit\u00e0.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">\u00a0<i>A chi deve la sua attivit\u00e0 di fotografo?<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Giuseppe Trevisani, mio grandissimo amico di una vita, \u00e8 l\u2019uomo che \u00e8 all\u2019origine della mia attivit\u00e0 di fotografo. Figlio di Giulio Trevisani, direttore del <i>Calendario del Popolo, <\/i>\u00e8 stato grafico del <i>Politecnico <\/i>di Vittorini e ha disegnato <i>Il Giorno<\/i> e <i>il Manifesto.<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">\u00a0<i>A proposito di Cartier-Bresson, eravate amici in Francia?<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Alcuni miei amici molto cari, come Ferdinando Scianna, Guy Le Querrec, hanno conosciuto molto bene Bresson, mentre io non l\u2019ho conosciuto affatto, mi sono solo trovato molte volte a una distanza ravvicinata in Francia, durante le grandi battaglie operaie, durante il maggio: era un signore estremamente civile, educato. Io ero solo un po\u2019 scandalizzato del fatto che uno che passa il tempo a fotografare gli altri, poi non si vuol far fotografare, temendo molto la segretezza sua e quella degli altri. Andava infatti in giro scattando foto di nascosto alle persone, in modo quasi furtivo, affermando: \u201c&#8230;e poi se gli altri vedono la mia faccia, non mi fanno pi\u00f9 fotografare!\u201d Una signora giustificazione.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Cartier Bresson potrei dire che non \u00e8 mai stato un fotografo, nel senso dozzinale del termine, ma \u00e8 stato un poeta con la macchina fotografica in mano, in ogni modo avrebbe potuto avere il pennello, o un\u2019altra cosa, la voce, non so. Bresson \u00e8 un tibetano della fotografia.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">\u00a0<i>Quanto conta il caso? E quanto la fotografia contempla altre forme espressive?<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Ieri leggevo un articolo sul<i> Corriere della sera<\/i> di Ugo Mulas dove raccontava di esser diventato fotografo per caso, tutta la sua vita era uno caso. Io non credo che si diventi fotografo per caso. Si cercano delle maniere per raccontare il mondo come si pu\u00f2, e la fotografia \u00e8 una delle forme pi\u00f9 convincenti per raccontare delle cose&#8230; Io personalmente, sono dell\u2019avviso che uno non debba fare solo il fotografo. Uno deve fare il teleasta, il cineasta&#8230; La radio, la televisione, il cinema, la scrittura, sono tutti metodi per raccontare la vita. Per le persone pigre come me, la fotografia \u00e8 una delle cose pi\u00f9 rapide. Facendo il giornalista, ogni parto scritto mi costa una fatica cerebro-nervosa potente. Il mio amico Ugo Casiraghi, critico cinematografico dell<i>\u2019Unit\u00e0<\/i>, per fare una recensione delle pi\u00f9 semplici impiegava una giornata intera. Enrico De Aglio in cinque minuti ti sbriscia un articolo perfetto. Io non son veloce a scrivere anche se adoro scrivere e trovo importante scrivere, cos\u00ec com\u2019\u00e8 importante parlare. Direi che non sono neanche veloce a scattare perch\u00e9 rifletto molto prima di scattare, per\u00f2 \u00e8 necessario raggiungere un automatismo e una simbiosi con la macchina fotografica per la quale lo strumento te lo sei dimenticato e fai click. Io sono stato sempre contro il motore, cos\u00ec come sono contro un certo digitale che ti racconta qualcosa che \u00e8 gi\u00e0 successo, cio\u00e8 che arriva dopo. Ho notato che facendo un viaggio in Transiberiana, fotografavo dal finestrino del treno, se lo fotografavo con l\u2019analogico non riuscivo, col digitale comunque scatti, ma non \u00e8 la verit\u00e0. Tu vuoi fotografare una cosa e te ne viene un\u2019altra. Non sono a priori contro il digitale, direi che mi trovo abbastanza disinteressato. Un po\u2019 di tempo fa sono andato a casa di Ando Gilardi perch\u00e9 realizzato un libro su Di Vittorio, e Gilardi \u00e8 stato il fotografo di Di Vittorio. Ha 93 anni, sta seduto in carrozzella, gestisce un formidabile archivio e appena mi ha visto mi ha insultato perch\u00e9 avevo l\u2019analogico: \u201cTu sei un uomo del passato! Tu sei tolemaico e io sono copernicano!\u201d Allora gli ho risposto: \u201cAdesso ti faccio una foto con una Vito, scommetto che \u00e8 migliore delle tue foto col digitale!\u201d. E gli ho fatto una foto con questa macchina e, in effetti, questo scatto su Di Vittorio \u00e8 migliore delle mie foto con la Nikon. C\u2019era un generale pakistano che vedeva i carrarmati indiani che si rovesciavano e diceva: \u201cA cosa serve avere un tigre nel motore se al volante c\u2019\u00e8 un asino?\u201d. Gli strumenti sono secondari rispetto all\u2019acutezza dello sguardo, alla sensibilit\u00e0 dello spirito. Capisco l\u2019amore quasi sensuale per le macchine fotografiche, pi\u00f9 semplice \u00e8 lo strumento e pi\u00f9 mi affascina. E poi, pi\u00f9 complicato \u00e8, meno riesco a far le foto, perch\u00e9 sono ignorante, non sono matematico, perch\u00e9 sono un tolemaico.Al momento della caduta del Muro di Berlino, tipo tre giorni prima, ero all\u2019Universit\u00e0 di Berlino e avevo preso appuntamento per fotografare una classe. Quando fui l\u00ec, mi raggiunsero e mi dissero: \u201cViene una troupe americana che vuol filmare la classe!\u201d. Dopo dieci minuti mi cacciarono via perch\u00e9 la mia macchina faceva rumore.La mia consorte era laureata in archivistica paleografia, aveva sistemato il mio archivio in una maniera estremamente impeccabile, peccato che l\u2019archivio \u00e8 un qualche cosa in divenire, e io sono di natura abbastanza trasandato&#8230; ma le mie foto importanti me le ricordo sempre, e poi trovo affascinane ritrovare delle immagini, alla lunga con un po\u2019 di fatica riesco sempre a ritrovarle.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">\u00a0<span style=\"color: #888888;\"><i>Dove stampava e stampa le sue foto?<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Le ho sempre stampate a Parigi, D\u00fcffor \u00e9 stato il mio stampatore per tanti anni, era anche lo stampatore di Bresson, ho sempre cercato i migliori stampatori. Ho stampato da Mazza, Cavalieri, tutti i pi\u00f9 grandi stampatori romani, a Milano Patrizio&#8230; Ho smesso di stampare quando avevo i bambini piccoli&#8230; Adesso ho uno stampatore che si chiama Claudio Bassi, a Roma, che mi stampa in tutte le circostanze, a ferragosto, di notte, alla mattina. Per tantissimi anni ho lavorato intensamente per le riviste, ad esempio per il supplemento <i>Il Venerd\u00ec <\/i>di<i> Repubblica,<\/i> ho fatto una quantit\u00e0 industriale di reportage incalzanti, dove c\u2019\u00e8 bisogno di foto rapidamente, e lo stampatore \u00e8 un partner assoluto. Spendo pi\u00f9 soldi negli stampatori che nel resto delle cose della vita, gli stampatori sono dei grandi amici che conoscono anche i tuoi difetti, che ti salvano le fotografie. Passo il tempo a esaltare i videoperatori della televisione, tutti ignoti e bravissimi, sono sempre in prima linea. Si continuano a esaltare dei vecchi fotografi che non sono pi\u00f9 sulla breccia da molto tempo&#8230; \u00a0<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">\u00a0<i>Qual \u00e8 il suo obbiettivo preferito?<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Il mio obbiettivo preferito \u00e8 il 50 mm, uso sempre quello perch\u00e9 son d\u2019accordo con la massima cartebressoniana che rispetta pi\u00f9 la verit\u00e0 degli altri, che non deforma i volti e rispetta le persone. Trovo per\u00f2 che ci sia un uso psicologico dell\u2019obiettivo che \u00e8 legato alla buona educazione e anche\u00a0 ai fatti religiosi. Se vai in un paese musulmano e non usi il teleobiettivo, dopo tre minuti ti hanno inchiodato, ti hanno flagellato e anche lapidato. Il 20 mm \u00e8 un obbiettivo reazionario, spettacolare e adesso siccome \u00e8 pi\u00f9 importante pi\u00f9 l\u2019apparenza che la sostanza, secondo me \u00e8 pi\u00f9 importante il fondo dell\u2019estetica. Passo per un nemico efferato di Salgado perch\u00e9 dico sempre che le foto non devono essere troppo belle, perch\u00e9 le foto belle uccidono il contenuto. Le puoi applicare quando fotografi i fiori. I parametri con cui si giudicano i fotografi, che sono animali tutti diversi tra loro, sono diversi. Si tratta di autori autonomi che hanno un loro significato, ma che non sono concorrenti perch\u00e8 tutti diversi. Il fotogiornalismo \u00e8 una branca ristretta della fotografia e soprattutto del giornalismo; \u00e8 pi\u00f9 importante come la racconti la notizia che non il grigio della fotografia. E invece adesso c\u2019\u00e8 una devianza colpevole verso l\u2019estetica, e se non vuoi raccontare la guerra in Iraq devi farla meno cruenta possibile, devi raccontarla nella forma pi\u00f9 dolce. Quando vedi un soldato americano con in mano un bambino, \u00e8 l\u2019ufficio stampa che gliel\u2019ha messo addosso. Il presupposto centrale di tutte le attivit\u00e0 giornalistiche \u00e8 il rispetto della verit\u00e0, cio\u00e8 raccontare le cose vere e non le bugie.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">C\u2019\u00e8 un uso funzionale degli obbiettivi, ci sono delle situazioni che esigono, chiamano l\u2019obbiettivo. E poi c\u2019\u00e8 un uso psicologico dell\u2019obbiettivo. Ogni obbiettivo ha una sua valenza che pu\u00f2 essere censoria o veritiera. Il flash \u00e8 brutalissimo e invecchia la gente, la luce del flash \u00e8 uguale al casino come in Chiesa, sono contro l\u2019uso indiscriminato del flash, che per\u00f2 pu\u00f2 toccare dei livelli sublimi in certi fotografi. Diverso \u00e8 il magnesio dal fascio elettronico, il tipo di luce \u00e8 diverso. Weegee ha portato il flash al massimo livello poetico. Un altro grande poeta del flash era Fosco Maraini, che ho conosciuto bene e mi ha spiegato che faceva le sue foto con un aiutante, con un filo lunghissimo e facendo circolare il flash. Se fotografava ad esempio un bronzo, mandava il suo collaboratore con il flash a cinquanta metri, lui scattava da lontano sembrando cos\u00ec una luce naturale quando in effetti non lo era. Personalmente, sono per la luce ambiente e in fin dei conti l\u2019unica rivoluzione, piccola, che facemmo noi a Milano e a Roma era \u2013 in contraddizione con la fotografia commerciale che era praticata a quell\u2019epoca nei giornali dai fotografi del tempo \u2013 quella di usare le macchine con le pellicole sensibili (c\u2019era una meravigliosa pellicola che era l\u2019HPS della Ilford, con la quale Jean-Luc Godard realizz\u00f2 <i>\u00c0 bout de souffle, <\/i>una pellicola meravigliosa da interni ma che non andava assolutamente bene fuori. Allora la Ilford invent\u00f2 una pellicola intermedia, l\u2019HP5, che fotografa sia la luce fuori che dentro, ma non cos\u00ec bene come l\u2019HPS). Adesso siamo agganciati al fatto che possono anche non far pi\u00f9 la pellicola.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Il 20 mm \u00e8 l\u2019obbiettivo del cinema americano, ma \u00e8 un pugno nello stomaco: c\u2019\u00e8 un modo tutto sensazionale, tutto emotivo, violento. Il grand\u2019angolo io lo trovo teatrale.Il 35 mm \u00e8 pi\u00f9 panfocus del 50 mm, hai pi\u00f9 garanzie di scattare rapido, per\u00f2 tende abbastanza allo spettacolare. Io son per la foto pi\u00f9 austera. Ho usato molto il 200 mm, ad esempio per fotografare per le strade.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">\u00a0<i>Bianco\/nero, colore&#8230;<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Trovo che tutto quello che \u00e8 drammatico debba essere raccontato in bianco e nero. Il colore va bene se ti occupi del capostazione con in testa il berretto rosso, ma non va assolutamente bene per raccontare la guerra.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Tutto\u00a0 quello che mi indigna cerco di fotografarlo. Sono un fotografo fondamentalmente politico, per\u00f2 sono sociologico come obiettivo, antropologico. Fotografo con semplicit\u00e0 le persone, mi interessa fotografare gli esseri umani e la vita nel modo pi\u00f9 leale. Una componente essenziale \u00e8 l\u2019ironia, il gusto del comico, il contrasto, cogliere ad esempio il ridicolo dei potenti. Per\u00f2 una cosa che non va praticata \u00e8 lo sfottimento delle persone, neanche a Berlusconi gli puoi fare una foto cattiva privata. Noi che facciamo questo mestiere, abbiamo un difetto, ovvero quello di fotografare sistematicamente, di prolungare lo sguardo in continuazione. Io vedo perennemente delle situazioni fotografiche e vorrei fotografarle. Adesso che porto meno con me la macchina fotografica, perch\u00e9 son troppo mondanamente occupato, le foto le penso, le consumo. Siccome non ho vizi, la foto \u00e8 stata la mia droga, ho condotto una vita molto lineare, molto semplice, cercando di essere il pi\u00f9 corretto possibile, anche disinteressato, senza angosce, volendo bene alle persone. Sono molto amato, anzi amatissimo. C\u2019\u00e8 un motto inglese che dice: \u201cnon pensare <i>in primis<\/i> al denaro, ti segue dopo, quando avrai fatto quello che volevi\u201d.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">\u00a0<i>Come descriverebbe il suo temperamento?<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Sono uno abbastanza saldo di nervi, tranquillo e sereno diciamo, che ha cercato di essere una persona per bene, facendo questo mestiere di giornalista e fotografo con l\u2019animo volto a servire qualcosa, a essere utile agli altri, a essere onesto e soprattutto leale, creativo, gentile, amabile. Premetto che normalmente non sono abituato a essere io l\u2019oggetto fotografato. Mi viene in mente Cartier-Bresson, che vietava che lo fotografassero.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">\u00a0<i>Parliamo dei suoi difetti&#8230;<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">I miei peggiori difetti sono una suprema negligenza, una discontinuit\u00e0 e un\u2019atrofia cerebrale ormai avanzata, una grande distrazione. Potrei essere migliore, lo giuro. Se avessi seguito la mia macchina personale, cio\u00e8 me stesso, con la saggezza degli anni maggiori, avrei potuto fare molto di pi\u00f9 di quello che ho fatto. Sono consapevole di avere delle qualit\u00e0 di fondo abbastanza forti per fare le cose con una grande lucidit\u00e0 nei progetti. Ritengo che la fantasia sia la mia risorsa principale, per\u00f2 abbandono i progetti in corso e li riprendo magari vent\u2019anni dopo. Mi manca la disciplina, ho la volont\u00e0 di far le cose e mi smarrisco per strada, poi mi riprendo e quasi sempre arrivo ai miei fini. \u00c8 un fatto credo legato alla circolazione del sangue, credo che c\u2019entri col fisico anche. Ho preso sempre troppo sotto gamba quello che facevo, non ho mai cercato di valorizzarmi, non ho lo spirito di carriera, per\u00f2 che non mi serve, non mi interessa.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">\u00a0<i>Viaggiare&#8230;<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Il viaggio \u00e8 per tutti un grande toccasana, il viaggio lucido, con gli occhi aperti, \u00e8 una fonte di giovent\u00f9 perpetua. L\u2019idea che puoi star fermo viaggiando \u00e8 una vista dello spirito. Io ci tengo a muovermi veramente. Ma non un viaggio organizzato.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">\u00a0<i>Che ricordo ha di Fellini?<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Fellini l\u2019ho conosciuto piuttosto bene e l\u2019ho incontrato tante volte, l\u2019ho visto girare i film e devo dire che lo trovavo dittatoriale. \u00c8 il clich\u00e9 del regista, aveva una carica di simpatia personale molto forte, ma era autoritario. Una mattina gli telefonai per il <i>Nouvel Observateur <\/i>a Roma (gli dovevi infatti telefonare alle sette della mattina, altrimenti dopo non rispondeva pi\u00f9 al telefono). Mi disse: \u201cA me del tuo reportage non interessa niente, per\u00f2 se vuoi venire domani mattina a prendere il caff\u00e8 al Canova&#8230;\u201d. Sono andato da lui senza macchina fotografica e si \u00e8 offeso moltissimo.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">\u00a0<i>Che cosa rappresenta per lei la <\/i>pietas<i>?<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">La <i>pietas <\/i>\u00e8 un atteggiamento che sta sempre dalla parte dei pi\u00f9 deboli, con passione, ma non nel senso clericale, nel senso della carit\u00e0, dell\u2019investirsi, del considerare i problemi degli altri i tuoi, dell\u2019essere vicino agli altri, di essere dentro gli altri. Un atteggiamento di <i>pietas<\/i> in fotografia \u00e8 appunto Robert Capa, che non era un santo ma un gaudente, uno che viveva allegramente, che beveva, che giocava, molto pi\u00f9 frivolo me, per esempio, che non sono un puritano, ma una persona abbastanza austera. Sono come i genovesi: fantastico popolo pieno di umorismo, di fantasia, di coraggio indomito, sono economy. Io rivendico la genovesit\u00e0 come un fatto affettivo, ma non leghista.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">\u00a0<i>Che cos\u2019\u00e8 la libert\u00e0?<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">La libert\u00e0 \u00e8 la costruzione del futuro, \u00e8 l\u2019invenzione della solidariet\u00e0 meravigliosa, \u00e8 fare quello che vuoi con la coscienza che non stai offendendo nessuno, la libert\u00e0 \u00e8 voler bene agli altri e starci bene insieme, \u00e8 un panino col salame&#8230; di sera, sotto l\u2019albero della libert\u00e0, la libert\u00e0 \u00e8 la rivoluzione francese.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">\u00a0<span style=\"color: #888888;\"><i>Come si diventa fotografi?<\/i><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Per incominciare a fare il fotografo non credo occorrano delle scuole, salvo che da un punto di vista unicamente tecnico. La cosa che deve fare uno studente che incomincia un percorso di studi sulla fotografia \u00e8 quello di essere interessato intensamente a qualcosa e di raccontare questo \u201cqualcosa\u201d con le foto. Ora, nella fotografia commerciale, funzioni a specializzazioni. In Francia io sono un fotografo letterario perch\u00e9 ho fatto una foto famosa. Trovo che l\u2019interesse di questo mestiere sia quello di essere onnivori, anche se questo non ti qualifica e rimani uno qualsiasi che fa le foto. Se diventi detentore di un argomento, uno solo, \u00e8 una scelta prudente e hai un posto di lavoro, una certezza di guadagno. Biagi quando era direttore di <i>Epoca <\/i>mi voleva assumere<i>, <\/i>io non volevo perch\u00e9 non volevo diventare funzionario della Mondadori. Se tu lavori dentro un giornale, ti appiattisci sulla linea del giornale, fai quello che vuole il giornale, adotti lo stile del giornale e non sei pi\u00f9 creativo.<\/span><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" alt=\"141215P1130739\" src=\"http:\/\/www.chicodeluigi.it\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/141215P1130739.jpg\" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/p>\n<h4><span style=\"color: #888888;\">\u00a0Mario Dondero 1928 &#8211; 2015<\/span><\/h4>\n<h4><span style=\"color: #888888;\">******************************************************************************************<\/span><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-51075\" alt=\"131215P1130233\" src=\"http:\/\/www.chicodeluigi.it\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/131215P1130233.jpg\" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Roger alla CAMERECHIARE.<\/span><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-51076\" alt=\"131215P1130714\" src=\"http:\/\/www.chicodeluigi.it\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/131215P1130714.jpg\" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Scosta porta alla piadarola.<\/span><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-51077\" alt=\"131215P1130738\" src=\"http:\/\/www.chicodeluigi.it\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/131215P1130738.jpg\" width=\"600\" height=\"450\" \/><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-51074\" style=\"line-height: 1.5em;\" alt=\"FullSizeRender\" src=\"http:\/\/www.chicodeluigi.it\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/FullSizeRender.jpg\" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Tesei mi ha scelto tra il pubblico e mi ha fatto salire sul palco.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Ci ha chiesto di scrivere una parola su un foglio.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Io ho scelto CECITA&#8217;.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Quella di fianco a me ha scritto PORTA DI CARTA, come cazzo gli \u00e8 venuta in mente?<\/span><span style=\"color: #888888;\">Boh.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Con me sul palco c&#8217;erano altri due uomini e tre ragazze che si chiamavano tutte Francesca.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Erano tutte e tre delle invornite da non credere.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Tesei mi ha fatto parlare al microfono davanti a tutti.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Poi mi ha preso per il culo per gli occhiali da vista e le scarpe rosse, ha detto che mi vesto in pandant.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Poi mi ha preso per il culo perch\u00e8 avevo il rasghino.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Siamo stati li un botto di tempo a fare i zughin del tipo indovina chi o indovina cosa.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">\u00a0Alla fine mi hanno detto che sono stato bravo, a fare cosa non si sa.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">Una ha detto che non va bene parlare con la cicca in bocca se sei sul palco.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\">A me Tesei mi sta simpatico, li fa bene quei zughin.<\/span><\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>******************************************************************************************<\/p>\n<p>Mario Dondero Fermo 10 agosto 2008<br \/>\n******************************************************************************************<br \/>\nMario Dondero prima dell\u2019intervista ci mostra alcune foto.<br \/>\nQuesta \u00e8 la mia famosa foto del nouveau Roman. Questi scrittori sono Robbe-Grillet, Claude Simon, Claude Mauriaque, l\u2019editore Jean Ricardou, Robert Pinget, Samuel Beckett, Nathalie Sarraute. Tutti questi personaggi scrivevano per l\u2019\u00c9ditions de Minuit e si trovavano a essere delle figure centrali di [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chicodeluigi.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51073"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chicodeluigi.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chicodeluigi.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chicodeluigi.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chicodeluigi.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=51073"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.chicodeluigi.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51073\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":51087,"href":"https:\/\/www.chicodeluigi.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51073\/revisions\/51087"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chicodeluigi.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=51073"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chicodeluigi.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=51073"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chicodeluigi.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=51073"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}